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Cassa integrazione: numeri da record anche in Romagna

30 dicembre 2020

“Lo studio svolto dalla CISL Emilia Romagna fotografa la crisi nel mondo del lavoro in Romagna determinata dalla pandemia. Fondamentali - sottolinea Francesco Marinelli - sono stati la proroga degli ammortizzatori sociali ed il blocco dei licenziamenti, ma servono investimenti mirati ed un chiaro progetto di sviluppo”

“I dati elaborati dalla CISL Emilia Romagna certificano l’enorme impatto che la crisi ha avuto sul lavoro in Romagna. Lo studio evidenzia infatti come le ore di cassa integrazione autorizzate da gennaio a settembre del 2020 nelle tre province romagnole - afferma il Segretario della CISL Romagna Francesco Marinelli - non abbiano precedenti storici: quasi 48 milioni di ore (47.814 .367)”.

Fondamentale per la tenuta economica e sociale del nostro territorio - ricorda Marinelli - è stata la proroga, fortemente richiesta dai sindacati, degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti fino marzo a 2021. Ma le ulteriori chiusure di questi giorni ed una possibile terza ondata pandemica con ulteriori chiusure, ci obbligano a riflettere sull’ urgenza di investimenti mirati ed una riforma organica degli ammortizzatori sociali”

LO STUDIO CISL

Tra gennaio e settembre 2020, la provincia romagnola con il numero più alto di ore di cassa integrazione autorizzate è stata quella di Forlì-Cesena con 18 milioni di ore (18.004.548), a seguire Ravenna con 15 milioni (15.626.047) ed infine Rimini con 14 milioni (14.183.772).

Per capire la grandezza di questi numeri è possibile paragonarli alle ore di cassa integrazione autorizzate negli stessi mesi del 2009, nel pieno della crisi finanziaria, quando le ore di cassa integrazione autorizzate in Romagna sono state 7 milioni (7.300.391; 2.131.879 a Rimini; 2.205.713 a Ravenna e 2.962.799 a Forlì-Cesena). Ovviamente la crisi che stiamo vivendo non è paragonabile a nessuna delle precedenti, dovendoci confrontare con periodi di vera e propria chiusura delle aziende, ma il paragone offre una idea chiara della sofferenza che stanno vivendo aziende e lavoratori oggi.

Il ramo più colpito è stato certamente l’industria che incide sul totale delle ore autorizzate per il 73% a Forlì- Cesena, il 64% a Ravenna e il 53% a Rimini. A seguire i settori più colpiti sono il commercio e l’edilizia.

Se il picco di ore autorizzate è stato nel mese di aprile (7,6 milioni di ore autorizzate a Forlì-Cesena, 5,2 a Ravenna e 4.4 a Rimini) durante l’estate e soprattutto nel mese di settembre si è registrato un netto calo (1.4 milioni di ora a Forlì-Cesena; 700 mila a Ravenna e 667 mila a Rimini), ma purtroppo gli ultimi dati regionali evidenziano nel solo mese di ottobre un nuovo aumento delle ore di cassa integrazione autorizzate del 28% rispetto al mese precedente, ovviamente a causa delle nuove chiusure previste per arginare la seconda ondata pandemica.

Forlì-Cesena gen-sett ore di cassa integrazione autorizzate
Tipologia di cassa 2009 2019 2020
Ordinaria 2.466.628 422.102 13.992.651
Straordinaria 97.815 313.182 302.730
Deroga 398.356   3.709.167
Totale 2.962.799 735.284 18.004.548

Nella provincia di Forlì-Cesena le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 18 milioni (18.004.548), in maggioranza di cassa integrazione ordinaria (quasi 14 milioni).

Il 73% ore autorizzate nel settore industriale (13.137.774) percentuale più alta di tutta la Romagna, e il 19% nel commercio (3.493.536).
Valutando il solo periodo estivo luglio-settembre, nel settore industria il ramo maggiormente colpito è stato quello della meccanica, che ha inciso per quasi il 40% delle ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria mentre, nello stesso periodo, la maggioranza della cassa integrazione in deroga è stata impiegata per i servizi.

Ravenna gen-sett ore di cassa integrazione autorizzate
Tipologia di cassa 2009 2019 2020
Ordinaria 2.466.628 333.907 10.703.558
Straordinaria 416.742 1.121.627 670.789
Deroga 273.174   4.251.700
Totale 2.205.713 1.455.534 15.626.047

Nella provincia di Ravenna le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 15 milioni (15.626.04718). Il 64,5% ore autorizzate è riferibile ad aziende del settore industriale (10.077.840), e il 25,5% nel commercio (3.990.015).

Tra luglio e settembre 2020 nel settore industria il ramo maggiormente colpito è stato quello della meccanica, che ha inciso per quasi il 53% delle ore autorizzate tra luglio e agosto ed il 59% della cassa integrazione straordinaria nel mese di settembre. Mentre la maggioranza della cassa integrazione in deroga è stata impiegata per i servizi.ù

Rimini gen-sett ore di cassa integrazione autorizzate
Tipologia di cassa 2009 2019 2020
Ordinaria 1.706.807 407.202 8.859.345
Straordinaria 369.981 578.321 336.855
Deroga 55.091   4.987.572
Totale 2.131.879 985.523 14.183.772

Nella provincia di Rimini le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 14 milioni (14.183.772). Il 59,18% ore autorizzate nel settore industriale (8.394.136) e il 34% nel commercio, il dato più alto rispetto alle altre due province romagnole (19%Forlì-Cesena;25,5% Ravenna), sia come percentuale sul totale sia come numero di ore (4.823.686 ore autorizzate a Rimini; 3.493.536 a Forlì-Cesena; 3.990.015 a Ravenna). 

Durante il periodo estivo (luglio-settembre) per la provincia di Rimini nel settore industria il ramo maggiormente colpito è stato quello della meccanica, che ha inciso per corca il 43% delle ore di cassa ordinaria autorizzate tra luglio e settembre2020. Mentre la maggioranza della cassa integrazione in deroga è stata impiegata per i servizi.

ORE DI CASSA INTEGRAZIONE IN BASE A CODICE ATECO 2002
Lo studio della CISL Emilia Romagna evidenzia anche le ore di cassa integrazione nelle diverse attività economiche, classificate tramite codice Ateco 2002.
Rispetto alle altre province romagnole, Forlì-Cesena registra in Romagna la percentuale più alta, sul totale autorizzato, di ore di cassa integrazione per le aziende settore calzaturiero e della preparazione del cuoio, 9,28%, distretto infatti molto importante nella zona del Rubicone. A Ravenna invece si registra la percentuale più alta sul totale di ore di cassa integrazione autorizzate, per aziende di costruzioni (11% RA, 8,7%RN, 9% FC).
Sia a Ravenna che a Rimini si evidenziano alti livelli di ore richieste di cassa integrazione sul totale autorizzato per alberghi e ristoranti (5,5%), mentre Rimini è la provincia romagnola con il più alta percentuale di ore di cassa integrazione autorizzate sul totale per le aziende di commercio al dettaglio (13,43 RN%, 7,84% RA, 4,57% FC).

Ore di cassa gen-sett incidenza% dell’autorizzato sul totale autorizzati in ogni territorio
  Preparazione e concia cuoio, calzature Costruzioni Alberghi e ristoranti Commercio al dettaglio
FC 9,28% 9,07% 1,3% 4,57%
RA 0,47% 11% 5,58% 7,84%
RN 0,41% 8,7% 5,7% 13,43%

CONCLUSIONI

I dati relativi alle ore di cassa integrazione autorizzate tra gennaio e settembre sono un record preoccupante. “Tantissimi sono stati i lavoratori - ricorda il Segretario della CISL Romagna - che la crisi ha messo duramente in difficoltà e si sono rivolti ai nostri uffici per avere informazioni sui bonus previsti dal governo, ma anche sui buoni spesa comunali o aiuti per l’affitto”.

“Molto importante - sottolinea il Segretario della CISL Romagna Francesco Marinelli - è stata quindi la firma il 15 dicembre del Patto per il Lavoro e per il Clima, che indica chiari obiettivi economici e sociali per il nostro territorio e pone proprio tra i suoi punti principali l’incentivazione di politiche a contrasto alle disuguaglianze, che la crisi ha purtroppo accentuato”.

“Ora diventa urgente una riforma organica degli ammortizzatori sociali - conclude Francesco Marinelli -. Nel nostro paese ci sono troppi lavoratori non coperti dagli ammortizzatori sociali con la conseguenza di avere lavoratori di serie a e altri di serie b. Nelle situazioni difficili si deve dare sostegno a tutti, quindi il nostro obiettivo sarà quello di mettere in campo una riforma degli ammortizzatori sociali che tenga in considerazione due aspetti: una ammortizzatore universale che comprenda tutti i comparti, anche quelli che oggi sono esclusi, e dall’altra parte tempi rapidi e certi nell’erogazione perché per troppi lavoratori gli aiuti sono arrivati con tempi non accettabili”

Scarica il comunicato

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