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Appalti pubblici in edilizia: definire regole utili all’economia locale

19 marzo 2021

Nel 2021 gli Enti Locali appalteranno lavori pubblici di manutenzione e di realizzazione di opere che in molti casi non superano come importo il milione di euro. Con il Protocollo Appalti siglato nel mese di giugno 2020 le parti hanno concordato che per i lavori con importi superiori a un milione di euro debba essere utilizzata la procedura dell’offerta economicamente più vantaggiosa, mentre per gli importi sotto tale soglia fare ricorso agli elenchi di imprese già istituiti o da istituire anche a livello intercomunale.

Con queste premesse le parti sociali del settore edile (Associazioni imprenditoriali e Sindacato) hanno redatto un documento unitario con il quale avanzano proposte concrete per aprire un confronto con i Comuni della Provincia. L’obiettivo è quello di modificare i regolamenti dei bandi di gara, per definire regole utili all’economia locale, alla buona e veloce esecuzione dei lavori, alla regolarità, alla legalità ed al completo rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro per gli appalti di opere e lavori del settore edile nella fascia tra 150.000 € e 1.000.000 €.

Nel 2021 gli Enti locali appalteranno lavori pubblici di manutenzione e di realizzazione di opere che in molti casi non superano come importo il milione di euro. Inoltre nel Protocollo Appalti siglato nel mese di giugno 2020 le parti hanno concordato che per i lavori con importi superiori a un milione di euro debba essere utilizzata la procedura dell’offerta economicamente più vantaggiosa, mentre per gli importi sotto tale soglia fare ricorso agli elenchi di imprese già istituiti o da istituire anche a livello intercomunale" si legge nella nota inviata ai sindaci del territorio ravennate da ANCE Romagna, CNA Costruzioni Ravenna, ANAEPA Confartigianato Ravenna, Lega Coop Romagna, AGCI Emilia Romagna, Confcooperative Romagna, Feneal Uil Ravenna, Filca Cisl Romagna, Fillea Cgil Ravenna.

Con queste premesse le parti sociali del settore edile propongono alcune considerazioni per aprire un confronto con i comuni per modificare i regolamenti dei bandi di gara per definire regole utili all’economia locale, alla buona e veloce esecuzione dei lavori, alla regolarità e legalità e al completo rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro per gli appalti di opere e lavori del settore edile nella fascia tra 150.000 € e 1.000.000 €. Alla luce di quanto affermato dalla giurisprudenza, ed al fine di non pregiudicare ed anzi favorire le professionalità presenti sul territorio anche per far sì che la spesa pubblica venga reinvestita sui territori stessi, sarebbe auspicabile che le Amministrazioni Pubbliche locali adottassero criteri che potessero non pregiudicare sia le imprese uscenti che quelle del territorio inserendo regole che individuino i criteri di invito e partecipazione alle gare d’appalto.

Si potrebbero adottare procedure aperte a quelle che hanno manifestato interesse così da non escludere alcuna impresa, nemmeno le uscenti, senza pregiudicare la concorrenza (si rimanda alla nota tecnica sotto riportata e alla Sentenza del Consiglio di Stato n. 2654, del 25 aprile 2020) e invece spostare il criterio di partecipazione su principi di buona esecuzione dei lavori ed economicità. Nella selezione degli operatori nelle procedure negoziate, come previsto anche dal Dlgs 50/2016 le parti ritengono opportuno valorizzare criteri che, in ottemperanza alle norme e alla eseguibilità del progetto di opera pubblica, permettano la partecipazione delle imprese piccole o medie tipologia molto diffusa nel territorio ravennate.

Un primo criterio di suddivisione con ripartizione percentuale territoriale tra coloro che hanno inviato manifestazione di interesse (una prima percentuale considerevole, es. superiore al 60%, potrebbe utilizzare il criterio della sede legale in provincia di Ravenna e/o l’iscrizione da almeno 6 mesi con regolarità nei versamenti alla Cassa Edile di Ravenna, una seconda percentuale, ad esempio almeno il 20%, ad altre aziende con sede legale in Emilia Romagna e/o l’iscrizione da almeno 6 mesi con regolarità nei versamenti alla Cassa Edile della provincia di appartenenza, infine una terza percentuale, ad esempio inferiore al 20% alle altre imprese del territorio nazionale).

Altri criteri da prendere in considerazione potrebbero essere: la prossimità operativa dell’impresa (30/50 chilometri) dalla sede della stazione appaltante, e comunque entro distanze ritenute congrue con l’importo della gara; l' obbligo di sopralluogo da parte di persona qualificata per la redazione dell’offerta e che sia in carico all’organico dell’impresa stessa; la specializzazione dell’impresa nell’esecuzione di lavori pubblici analoghi a quelli oggetto di gara attraverso la valutazione della sua adeguatezza alla natura, tipologia e durata dei lavori; la premialità dell’azienda che svolge il lavoro con proprio personale dipendente subordinato senza dovere ricorrere a sub appalto.

Importante anche la reputazione dell’impresa dimostrata con la certificazione dei lavori già eseguiti per il medesimo committente e l’iscrizione presso elenchi di merito, white list e/o anagrafe degli esecutori, la premialità per la corretta applicazione delle normative sulla salute e sicurezza sul lavoro con la verifica degli indici infortunistici nel biennio precedente e la premialità per le aziende che applicano, senza irregolarità elevate formalmente dagli organi di controllo, i Contratti di lavoro nazionali e/o territoriali sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentativi nel territorio.

In questo modo i criteri sarebbero chiari e inoppugnabili, si favorirebbe la partecipazione delle imprese del territorio senza snaturare i principi di concorrenza e rotazione, seguendo altresì le linee dettate dal Consiglio di Stato la suddivisione sarebbe applicabile alla fase della manifestazione d’interesse a cui seguirebbe poi una procedura aperta così da consentire la partecipazione a tutte le imprese interessate.

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