CISL ROMAGNA

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VOUCHER E LAVORO OCCASIONALE UN VIAGGIO AI CONFINI DELLA REALTA’

Sullo strumento dei voucher si è scatenata una battaglia politica degna di miglior causa. È utile fare un po’ d’ordine. Intanto, le prestazioni occasionali, voucher o non voucher, esistono in natura, sono dato di fatto ineluttabile, riguardano attività isolate, spesso non prevedibili e programmabili. Scegliere di non regolarle significherebbe mettere la testa sotto la sabbia, per sprofondarle inevitabilmente nel sommerso, con l’indiretta accondiscendenza normativa.

Sono successe quattro cose in breve tempo.

  1. La Corte Costituzionale ha ammesso il referendum abrogativo dei voucher proposto dalla CGIL.
  2. Il governo con decreto legge n. 25/17 ha abrogato i voucher rendendo inutile la consultazione referendaria.
  3. Il Parlamento sta per introdurre una nuova regolamentazione del lavoro occasionale con la conversione in legge del decreto sulla manovra correttiva di bilancio, ora all’esame del Senato. Nascerebbe la nuova “Disciplina delle prestazionali occasionali. Libretto Famiglia”. Le nuove disposizioni istituirebbero se approvati definitivamente, due diversi strumenti operativi a seconda che l’utilizzatore sia un utilizzatore imprenditore, professionista pubblica amministrazione o privato cittadino.
  4. I promotori del referendum promettono battaglia, ritenendo scorretta la scelta del legislatore il quale, prima abroga i voucher al solo scopo strumentale di evitare il referendum per poi “riammetterli sotto mentite spoglie”.

Una precisazione sul quarto punto è dovuta: la sentenza della corte costituzionale, pur ammettendo il referendum abrogativo, non precludeva al legislatore la potestà di regolamentare diversamente le prestazioni di lavoro occasionale, anzi espressamente la Corte costituzionale dice che: ”il lavoro occasionale deve trovare obbligatoriamente una disciplina normativa”. (sentenza n.28 del 2017).

Le domande da farsi a nostro giudizio sono soprattutto due:

  1. L’abrogazione totale del lavoro accessorio (il primo intervento del governo) è stata giusta?
  2. La nuova regolamentazione del lavoro occasionale (il secondo intervento governativo) tutelerà i lavoratori impegnati in lavori occasionali e saltuari?

Alla prima domanda, la Cisl rispose negativamente sostenendo che la regolamentazione del lavoro accessorio andasse corretta e non soppressa. È necessario uno strumento che consenta la regolarizzazione di situazioni altrimenti condannate a scivolare nel sommerso (come ad esempio piccoli e saltuari lavori domestici). E tuttavia la Cisl fu contraria all’allargamento dell’utilizzo dei voucher a tutti i settori produttivi come avvenuto nel 2015. La Cisl ha da sempre sostenuto che bisognasse ritornare alla legge Biagi, riconducendo i voucher a caratteristiche di eccezionalità. Se riportati ai confini originari, i voucher possono essere uno strumento per far emergere dal nero alcuni lavori caratterizzati da effettiva saltuarietà.

Sulla seconda domanda, “la nuova regolamentazione tutelerà i lavoratori occasionali?”. Ebbene Il “nuovo lavoro occasionale” viene circoscritto ad aziende che non superano i 5 dipendenti ed entro un massimale di 5.000 euro per ciascun datore di lavoro, si esclude il contratto di lavoro occasionale nel settore dell’edilizia ma non in quello agricolo. Se ci fosse stato un confronto sereno e costruttivo con i sindacati e le rappresentanze d’impresa, si sarebbe potuto fare meglio. In conclusione, il governo è intervenuto in tutta fretta si è mosso sulla base di tatticismi politici ed ha saltato un serio confronto preventivo col sindacato.
Fatta questa ricostruzione rapida di fatti recenti, pensiamo che non sia la riforma del lavoro occasionale la priorità delle priorità.

Tuttalpiù sarebbe utile ed urgente, riformare radicalmente il sistema dei tirocini, che troppo spesso sono utilizzati come forma di sfruttamento vero e proprio, soprattutto nei confronti dei giovani. Bisogna fare di più per estendere e qualificare l’alternanza scuola lavoro, decidendo che lavoro e formazione hanno la stessa dignità. Puntare di più sull’apprendistato quale modalità più efficace ed equa per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Garantire a tutti la possibilità di certificare le competenze professionali comunque acquisite e possedute, per arricchire i curricula e promuovere così le persone nelle transizioni tra scuola e lavoro, da un impiego all’altro, ma anche per rendere più stabile il loro posto di lavoro.

Su questo fronte, va creata più condivisione progettuale tra regioni, enti locali, scuola, università, enti di formazione professionale, imprese e sindacati, costruendo reti territoriali efficaci, i cui attori condividono scelte, decisioni, responsabilità, risorse e risultati, per accompagnare i giovani al lavoro e con loro introdurre quella indispensabile innovazione che serve alle imprese ed alla società nel suo complesso.

 

CONFRONTO TRA VOUCHER E CONTRATTO OCCASIONALE
COSA CAMBIA PER IMPRESE E LAVORATORI

  VOUCHER OCCASIONALE
Soggetti utilizzatori Tutti Utilizzatori fino a 5 dip.ti fissi (parlando di utilizzatori e non di imprese, dovrebbero essere incluse le onlus). Persone fisiche non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa per il ricorso a prestazioni occasionali mediante il libretto famiglia. Le amministrazioni pubbliche per esigenze temporanee e straordinarie
Esclusioni Appalti Edilizia, cave, appalti
Libretto famiglia   Acquistabile presso piattaforma informatica INPS per il pagamento delle prestazioni occasionali nell’ambito di: piccoli lavori domestici; “assistenza domiciliare a bambini, anziani, ammalati o con disabilità; insegnamento. Ciascun libretto contiene i titoli di pagamento il cui valore nominale è fissato in 10 euro
Agricoltura Attività stagionali effettuate da pensionati e studenti con meno di 25 anni; attività a favore di soggetti con fatturato inferiore a 7.000 euro; (comunque divieto per gli iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli) Pensionati; studenti con meno di 25 anni; disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego; percettori di ammortizzatori sociali e reddito minimo di inclusione (comunque divieto per gli iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli)
Tetto max impresa Illimitato 5.000 euro anno (sono computati per il 75% i compensi dei pensionati, degli studenti con meno di 25 anni, dei disoccupati, dei percettori di ammortizzatori sociali e di reddito di inclusione)
Tetto max lavoratore 7.500 euro anno 5.000 euro anno
Tetto max prestazioni rese da ogni lavoratore in favore dello stesso utilizzatore 2.000 euro 2.500 euro
Durata massima prestazione nessuna 280 ore nell’arco dello stesso anno civile
Dipendenti stessa impresa consentito escluso
Amministrazione Pubbliche, consentito emergenze, manifestazioni Consentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale Consentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale esclusiva-mente per esigenze temporanee o eccezionali per progetti rivolti a svantaggiati, emergenze, solidarietà, manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli
Modalità di attivazione Committenti tenuti, almeno un’ora prima dell'inizio della prestazione, a comunicare all’Ispettorato nazionale del lavoro dati anagrafici del lavoratore, luogo, giorno e ora di inizio e di fine della prestazione Committenti tenuti, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, a trasmettere, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact center dell’INPS, dati anagrafici del lavoratore, luogo, oggetto, data e ora di inizio e termine della prestazione, compenso pattuito. Il prestatore riceve contestuale notifica della dichiarazione attraverso SMS o posta elettronica.
Computo retribuzione No retribuzione oraria E’ retribuzione oraria
Valore retribuzione 7,5 euro netti. In agricoltura vale paga CCNL 9 euro netti all’ora. In agricoltura vale paga CCNL
Minimo erogabile 7,5 euro per 1 voucher 36 euro netti per 4 ore
Contributi previdenziali 13% 33%
Contributi inail 7% 3,5%
Altre tutele nessuna In caso di superamento del limite di importo di 2.500 euro per le prestazioni complessivamente rese da ogni lavoratore in favore del medesimo utilizzatore, o comunque di durata della prestazione superiore a 280 ore nell’arco dello stesso anno, trasformazione a tempo pieno e indeterminato. In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione o di uno dei divieti di utilizzo, sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.500, per ogni prestazione lavorativa giornaliera in cui risulta accertata la violazione. o comunque di durata della prestazione superiore a 280 ore nell’arco dello stesso anno, trasformazione a tempo pieno e indeterminato. In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione o di uno dei divieti di utilizzo, sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.500, per ogni prestazione lavorativa giornaliera in cui risulta accertata la violazione.
Cumulabilità per percettori di ammortizzatori sociali Possibilità, per chi percepisce ammortizzatori sociali, di svolgere lavoro accessorio in tutti i settori produttivi nel limite massimo di 3.000 euro, senza obbligo di comunicarlo all’Inps e con piena possibilità di cumulo con l’indennità di sostegno al reddito.  

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