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Statali. Grande soddisfazione per la Cisl la firma del contratto

"La firma del nuovo contratto pubblico del comparto Funzioni centrali che comprende i Ministeri, le Agenzie fiscali, gli Enti pubblici non economici, gli Enti di cui all’art. 70 del d.lgs. n. 165/2001: Enac, Cnel e Digit PA, è un fatto estremamente importante che premia gli sforzi della Cisl per ridisegnare le relazioni sindacali nella Pubblica Amministrazione a quasi 9 anni dalla sottoscrizione degli ultimi contratti delle funzioni centrali. E' un segnale positivo per tutto il paese". Lo sottolinea in una nota la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan commentando la sigla del nuovo CCNL per il personale del pubbico impiego.

"Con una paziente opera negoziale ed un’attività sindacale sinergica tra Confederazione e Federazione abbiamo dato piena attuazione all’intesa siglata il 30 Novembre 2016, restituendo anzitutto dignità, attraverso risorse economiche importanti, ai tanti lavoratori e lavoratrici che hanno sempre e comunque garantito che la macchina pubblica andasse avanti e consentisse al Paese il funzionamento della imprescindibile struttura di servizi", sottolinea la Furlan. "Il contratto firmato interessa circa 250.000 dipendenti pubblici, ma riveste strategicamente l’importanza estrema di un contratto “apripista” che prepara la strada per la sanità, per le amministrazioni locali, per la scuola, l’università e la ricerca. Con questo contratto si adeguano finalmente le retribuzioni dei pubblici dipendenti con un incremento analogo a quello previsto dai rinnovi contrattuali realizzatisi nel settore privato e si garantisce, anche per effetto di quanto abbiamo chiesto e ottenuto nella legge di stabilità, la sterilizzazione del bonus fiscale di 80 euro per le retribuzioni ed i redditi più bassi", aggiunge la leader della Cisl.

"Il contratto delle Funzioni centrali aggiorna anche il modello di relazioni sindacali rendendolo meno formale e rafforzando il coinvolgimento della rappresentanza del lavoro anche sui temi dell’organizzazione, attraverso la previsione di nuovi istituti partecipativi e contrattuali. E' dunque un contratto che trainerà in un percorso virtuoso tutti i dipendenti pubblici, colpevolmente dimenticati da uno Stato datore poco attento alle sue lavoratrici ed ai suoi lavoratori e che consentirà di fornire risposte congiuntamente ai dipendenti ed ai fruitori di servizi, quindi sia ai cittadini dipendenti, sia ai cittadini utenti".

Per la Furlan "il rinnovo dei contratti del settore pubblico, di cui quello delle Funzioni centrali è il primo, cui seguiranno quelli dei restanti comparti e quelli delle aree dirigenziali, segna anche il completamento dei contenuti dell’Intesa sottoscritta con il Governo sulla legge di stabilità 2018 che ha consentito importanti conquiste su temi sociali, previdenziali, del lavoro, per il Mezzogiorno con un’attenzione specifica per i giovani. Un risultato che premia gli sforzi della Cisl e di tutto il suo gruppo dirigente".

''Siamo partiti da uno stallo incredibile e questo contratto restituisce dignità prima ancora che risorse economiche ai lavoratori pubblici, che sono gli 'operai della fabbrica dei diritti', coloro che hanno garantito comunque, il buon funzionamento della macchina dei servizi". dichiara dalla sua il Segretario confederale Cisl, Ignazio Ganga che ha seguito la firma dell'accordo questa notte all'Aran. "Ora siamo pronti a rinnovare anche gli altri sette contratti pubblici: sanità, istruzione e ricerca, funzioni locali e i quattro contratti delle aree dirigenziali'. Il rinnovo del contratto degli statali - tiene poi a sottolineare - è un fatto politico estremamente importante che va ben oltre la ritualità. E' un contratto particolarmente ricco, robusto che fa tesoro della intesa recentemente siglata sulla legge di stabilità e mette immediatamente in circolo le risorse messe a disposizione dalla manovra stessa. Gli aumenti vanno da un minimo di 85 euro a 112 euro, ovviamente in rapporto alle qualifiche funzionali. La parte normativa, interamente rivisitata, riporta il contratto in linea con contratti del comparto pubblico rinnovati in altre parti d'Europa. E' un contratto- aggiunge- che mitiga il rapporto tra legge e contratto stesso che con la Legge Brunetta aveva visto sopravanzare in modo robusto e preponderante la legge sul contratto ed aveva visto ulteriormente irrobustito questo aspetto della legge a favore della contrattazione con la recente norma Madia. il valore della contrattazione ritorna centrale all' interno del sistema dei Ministeri e degli Enti pubblici non economici, un rimando importante alla contrattazione di secondo livello e quindi alla contrattazione decentrata e quindi ai posti lavoro ed ai territori. Siamo particolarmente soddisfatti - torna a sottolineare Ganga - perché siglare il contratto non era una cosa scontata e perché per i lavoratori pubblici parte una nuova stagione che soprattutto rimette al centro delle riflessioni la dignità che devono avere".

"Inizia un nuovo percorso che vede al centro le lavoratrici e i lavoratori pubblici intesi come 'motore del buon funzionamento della P.a.' e da qui la Cisl Fp intende ripartire, passo dopo passo, per migliorare le condizioni di lavoro e i trattamenti economici delle persone che rappresenta'' dichiara il Segretario Generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli sottolineando che "il fine è quello di dare un giusto riconoscimento, nell'interesse dei cittadini e del Paese, alle tante professionalità a disposizione del sistema nazionale dei servizi pubblici".

"Dopo 8 anni, la stipula del nuovo contratto supera finalmente il blocco dei rinnovi contrattuali ripristinando, da un lato, la difesa del potere di acquisto delle retribuzioni e, dall'altro, la possibilità per il sindacato di svolgere la sua azione di autorità salariale e di tutela negoziale degli interessi collettivi delle lavoratrici e dei lavoratori. Si tratta di un contratto importante che apre la stagione dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego: verranno distribuiti aumenti medi di 85 euro lordi sui tabellari, è stata migliorata la disciplina degli istituti del rapporto di lavoro e ripristinata la centralità delle relazioni sindacali". Per il sindacalista "sono state gettate le basi, inoltre, per una riforma dell'ordinamento, da realizzare nella prossima tornata contrattuale, affinché si possa rispondere in maniera innovativa alle aspettative di valorizzazione, sul piano economico e professionale, del lavoro pubblico" conclude.

 

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