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Blocco trivelle: Ravenna presenta i danni al Mise

26 febbraio 2020

Istituzioni, aziende e sindacati si sono incontrati nei giorni scorsi in Prefettura di Ravenna per chiedere lo stato di crisi per il distretto dell'offshore nell'Alto Adriatico, con obiettivo però non di ammainare la bandiera sul più importante sito dell'oil&gas tricolore, ma di aprire un confronto nazionale, supportato da numeri e analisi tecniche, sul ruolo del gas per la transizione energetica del Paese e la necessità di rilanciare la relativa filiera made in Italy.

"Dobbiamo alle scelte demagogiche dei Cinquestelle questa crisi - sottolinea Emanuele Scerra, segretario Femca Cisl Romagna - perché anche nei Piani energia e clima da loro firmatì e scritto nero su bianco che ladomanda di gas continuerà ad aumentare in Italia nei prossimi 30 anni per sostituire le fonti fossili inquinanti e accompagnare la transizione energetica verso fonti rinnovabili, su cui siamo tutti concordi. I grillini ci dicono però che il gas va solo importato, anche se ce n'è in Italia, ma non dobbiamo sfruttarlo, pagando invece di più gas importato ed estratto con tecnologie più inquinanti e meno sicure di quelle italiane e cancellando industrie e posti di lavoro nel nostro Paese, la cui leadership per know-howe competenze è riconosciuta a livello mondiale».

Al termine dell'incontro CISL, CGIL e UIL hanno deciso di avviare l'iter per prodamare lo stato di agitazione per arrivare a indire entro marzo una nuova manifestazione nazionale sotto le finestre del Mise.

Il Resto del Carlino Ravenna

Il Sole 24 Ore

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