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No alla richiesta di autocertificazioni della salute dei lavoratori

02 marzo 2020

In queste ore, a seguito dell’emergenza Coronavirus, diverse aziende del territorio, anche su indicazione delle associazioni di categoria, stanno richiedendo alle lavoratrici e ai lavoratori di compilare delle schede di autocertificazione/questionari riguardo al loro stato di salute, o proponendo altre modalità analoghe di profilazione di massa.

Alla luce di tutto questo, come CGIL, CISL e UIL chiediamo alle aziende, fuori dalle procedure definite dalle autorità competenti, di non assumere iniziative in modo unilaterale che possono creare allarmismo e panico, nonché ledere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Laddove le Aziende siano in possesso di autocertificazioni “illegittime” già compilate dalle lavoratrici e dai lavoratori, CGIL CISL UIL ne chiedono l’immediata “distruzione” alla presenza degli RLS e/o dei delegati sindacali e/o delle Organizzazioni sindacali.

Per questa ragione, riteniamo necessario ribadire alcuni punti, nonché informare le RSU, gli RLS le lavoratrice ed i lavoratori che:

  • non è obbligatorio compilare alcun questionario o autocertificazione proposti dalle aziende o altri enti che non siano quelli preposti (Dipartimento di Igiene Pubblica dell’Ausl);
  • l’autocertificazione che alcune imprese stanno richiedendo è illegittima oltre che essere una falsa tutela per i lavoratori, in quanto ci sono già le autorità competenti e le procedure previste dall’ordinanza regionale. Si precisa che la sorveglianza sanitaria attivabile dai medici competenti può riguardare solo i rischi professionali;
  • i cittadini che hanno avuto contatti con persone contagiate nella zona rossa in paesi soggetti a infezioni da Coronavirus, o che abbiano accusato sintomi legati all'infezione, hanno già l’obbligo di dichiararsi alle autorità competenti chiamando il numero verde regionale 800.033.033;
  • solo le autorità competenti possono attivare il protocollo sanitario previsto (quarantena, tampone, ricovero in strutture specializzate ecc…);
  • le aziende (in accordo tra medico competente, responsabile del servizio di prevenzione e protezione e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) devono evidenziare con cartellonistica specifica le azioni igienico sanitarie previste dal protocollo fornendo prodotti specifici ed adeguati dispositivi di prevenzione ove necessari;
  • il solo medico competente può indicare prescrizioni volte a tutelare eventuali soggetti a rischio per i quali, a fronte di determinate patologie, l'eventuale contagio potrebbe avere conseguenze di gravità.

Come CGIL, CISL e UIL siamo disponibili ad incontri con le Associazioni di Categoria per concordare eventuali misure da adottare, sempre con l'obiettivo di tutelare le lavoratrici e i lavoratori.

Comunicato stampa

Corriere Romagna

Il Resto del Carlino

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