
Elena Fiero (Cisl Romagna) ospite a “Fatti e Opinioni” su Videoregione: “Congedi paritari e asili nido per battere il gap di genere”
Elena Fiero, segretaria di Cisl Romagna, è stata ospite della trasmissione Fatti e Opinioni su Videoregione per fare il punto su un tema cruciale per il futuro socio-economico del territorio e del Paese: la parità di genere nel mondo del lavoro, i congedi di paternità e le politiche di conciliazione famiglia-lavoro. Durante l’intervista, Fiero ha tracciato un quadro lucido della situazione attuale, evidenziando i passi avanti ma anche le profonde differenze che ancora penalizzano le donne lavoratrici, specialmente in Romagna.
Congedi di paternità: cresce l’uso, ma serve la parità obbligatoria
Il punto di partenza della riflessione è il forte squilibrio tra i congedi per le madri e quelli per i padri. Se per le donne la maternità obbligatoria è di cinque mesi, per i papà il congedo obbligatorio è fermo a soli dieci giorni. Nonostante la brevità del periodo, i dati mostrano un profondo cambiamento culturale in atto. Nel 2013, infatti, appena il 19% dei padri ne usufruiva, mentre nel 2024 la percentuale è balzata al 64%.
“I nuovi papà sono diversi rispetto al passato, c’è una forte crescita e una maturata sensibilità”, ha spiegato Fiero. “Ma dieci giorni non bastano per un’equa ripartizione della cura della famiglia. C’è ancora uno stereotipo culturale che vede la cura come un carico esclusivo della madre, ma ci sono anche tanti padri che vorrebbero fare i genitori molto di più di quanto le leggi attuali permettano”.
La segretaria ha ricordato che le opposizioni hanno proposto di equiparare il congedo dei padri a quello delle madri — in linea con le direttive ONU ed europee — ma la proposta è stata rifiutata dal Governo per motivazioni economiche, legate a un costo stimato di circa quattro miliardi di euro l’anno, e per i timori organizzativi dovuti al “nanismo” delle piccole imprese italiane. Fiero ha però incalzato sul fatto che queste ragioni non possono diventare alibi, poiché senza congedi paritari le donne continueranno a essere penalizzate fin dal momento dell’assunzione.
La fotografia della Romagna: occupazione, salari e asili nido
Fiero ha poi snocciolato i dati del BES (Benessere Equo e Sostenibile) dell’Istat, fotografando le differenze interne alle province romagnole rispetto alla media nazionale del divario occupazionale uomo-donna, che in Italia si attesta al 19,4%.
| Provincia | Divario Occupazionale (vs uomo) | Gap Salariale Annuo | Copertura Asili Nido |
| Ravenna | -14,6% | Oltre €9.000 | 100% nei Comuni |
| Forlì-Cesena | -16,5% | Oltre €8.000 | Alto |
| Rimini | -21,7% | Quasi €10.000 | 27% |
| Media Italia | -19,4% | – | 18,5% |
I dati dimostrano un legame diretto tra servizi all’infanzia e occupazione femminile. Ravenna, con una copertura dei nidi che tocca il 100% nei servizi comunali, registra il dato occupazionale migliore della zona. Al contrario, Rimini si posiziona come fanalino di coda locale con una copertura al 27% e un divario occupazionale del 21,7%. Sulla provincia riminese incide profondamente la forte vocazione turistica, un settore in cui le donne sono ampiamente impiegate ma spesso in mansioni meno remunerate, il che fa lievitare il divario salariale annuo a quasi diecimila euro.
Le sfide del futuro: contrattazione e “genitorialità intensiva”
Per invertire la rotta della denatalità è necessario creare le condizioni affinché le donne non debbano più scegliere tra carriera e maternità. Secondo la segretaria di Cisl Romagna, la strada principale passa dal ripristino di misure economiche concrete, come gli sgravi e la decontribuzione per le aziende che introducono il welfare aziendale e la flessibilità oraria. Questa formula, già sperimentata con successo in passato, ha dimostrato di poter aiutare concretamente molte lavoratrici a mantenere il proprio impiego.
Oltre all’aspetto economico e normativo, esiste una forte pressione psicologica legata a quello che il New York Times ha definito “lavoro intensivo” della genitorialità moderna. Essere genitori oggi comporta aspettative altissime e un carico di stress notevole, che investe soprattutto le madri, generando un senso di inadeguatezza che spesso scoraggia le coppie dal fare il primo o il secondo figlio.
“Le donne devono avere il diritto di realizzarsi nella professione e di godere di un’autonomia economica indispensabile”, ha concluso Elena Fiero. “Per farlo serve una rete in cui istituzioni, parti sociali e governo si impegnino insieme. Solo quando l’uomo e la donna saranno visti come identiche risorse per il mondo del lavoro, e non come potenziali problemi organizzativi, avremo una società davvero paritaria”.









