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Caldo estremo, stop al lavoro nelle ore più calde: l’Emilia-Romagna estende il divieto anche ai rider


Caldo estremo, stop al lavoro nelle ore più calde: l’Emilia-Romagna estende il divieto anche ai rider

Stop al lavoro all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei giorni a rischio elevato per il caldo

È la misura contenuta nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, entrata in vigore dal 3 giugno e valida fino al 15 settembre, con l’obiettivo di tutelare la salute dei lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle alte temperature.

Il provvedimento prevede il divieto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole nei giorni in cui le mappe del progetto Worklimate, realizzato da Inail e Cnr, segnalano un livello di rischio “Alto”. Lo stop riguarda il settore agricolo e florovivaistico, i cantieri edili e affini, i piazzali della logistica destinati al deposito merci e, da quest’anno, anche le cave. Tra le novità più rilevanti figura inoltre l’estensione del divieto ai rider impegnati nelle consegne con mezzi a pedalata, anche assistita.

L’ordinanza arriva dopo le richieste avanzate nei giorni scorsi dalle organizzazioni sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil, che avevano sollecitato un intervento urgente della Regione per fronteggiare l’emergenza caldo nei cantieri e nei settori più esposti. In particolare, le federazioni di categoria avevano evidenziato i rischi legati all’ondata di calore anticipata che sta interessando il territorio romagnolo, chiedendo misure immediate per proteggere i lavoratori all’aperto e una riorganizzazione degli orari di lavoro nelle fasce più critiche della giornata.

“L’ordinanza in vigore da ieri in tutta l’Emilia-Romagna ha l’obiettivo di offrire a tutti i lavoratori il massimo strumento di protezione dai cambiamenti climatici e dall’impatto che questi hanno sulle persone che lavorano”, ha dichiarato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia. “Sarà quindi vietato lavorare dalle 12.30 alle 16”, salvo l’adozione di tutte le misure necessarie a garantire condizioni di piena sicurezza.

Accogliendo anche le richieste provenienti dal mondo del lavoro e dalle parti sociali, il provvedimento introduce la possibilità di anticipare o posticipare di un’ora gli orari dei cantieri edili e delle attività affini all’aperto, consentendo deroghe temporanee ai regolamenti comunali in materia di rumore. Resta comunque la facoltà per sindache e sindaci di adottare ulteriori ordinanze sul proprio territorio.

Per quanto riguarda il settore delle consegne, l’ordinanza stabilisce che le piattaforme digitali dovranno tenere conto del rischio calore nella definizione dei tempi di consegna e delle distanze massime percorribili, intervenendo, se necessario, anche sugli algoritmi utilizzati per organizzare il lavoro dei rider.

Le disposizioni si applicano a tutti i lavoratori, indipendentemente da mansione, contratto o inquadramento professionale, nelle giornate in cui le mappe pubblicate sul sito Worklimate indicano un rischio elevato per chi svolge attività fisica intensa in piena esposizione al sole. La mancata osservanza delle prescrizioni previste dall’ordinanza comporta le sanzioni previste dalla normativa vigente.

Per i sindacati, tuttavia, l’ordinanza rappresenta un primo passo. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono infatti che il tema dello stress termico venga affrontato in modo strutturale e non soltanto attraverso misure emergenziali, con la definizione di protocolli condivisi e strumenti permanenti per la tutela della salute nei luoghi di lavoro durante le sempre più frequenti ondate di calore.



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