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Electrolux: Primi passi dell’azienda, ma ancora insufficienti


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Electrolux: Primi passi dell’azienda, ma ancora insufficienti.

Necessario intervento istituzionale per sbloccare la vertenza e sostenere Forlì

Nell’incontro tenutosi ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Electrolux ha sostenuto che, se si riuscisse a recuperare competitività su energia, produttività del lavoro e modifica della tassa CBAM, il piano industriale potrebbe essere in parte modificato.

Più in particolare, un’azione forte su questi tre ambiti, a detta della Direzione aziendale, consentirebbe di tenere a Forlì la produzione di circa 200.000 piani cottura sui 400.000 attuali, nonché della grande maggioranza dei forni, di cui nel piano originario si prevedeva la delocalizzazione di circa il 25%; inoltre consentirebbe di provare ad attirare nuove tipologie di forni.

Fim, Fiom, Uilm giudicano insufficienti i passi fatti da Electrolux. Le aperture prospettate per lo stabilimento di Forlì non escludono infatti del tutto le delocalizzazioni, essenzialmente dirette verso la Polonia, la Cina e la Thailandia. Inoltre i cambiamenti del piano industriale prospettati dalla Direzione aziendale restano condizionati a importanti azioni di recupero di competitività, in gran parte fuori dalla portata di sindacato e impresa, come la modifica della normativa europea del CBAM e il taglio del costo dell’energia.

Infine non è chiaro come Electrolux vorrebbe recuperare competitività sul versante del costo del lavoro, giacché da una parte l’abbassamento degli stipendi sarebbe del tutto inaccettabile e dall’altra gli incrementi di produttività trovano il limite invalicabile della salute e della sicurezza sul lavoro, nonché della necessaria applicazione degli accordi già siglati.

Al prossimo incontro del 21 luglio Fim, Fiom, Uilm, chiederanno a Governo e Regioni di mettere in atto quelle azioni strutturali indispensabili a rilanciare il settore degli elettrodomestici e a sbloccare la vertenza.



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