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“La musica che unisce”: alla Casa Circondariale “I Casetti” di Rimini un pomeriggio di sport, musica e comunità


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“La musica che unisce”: alla Casa Circondariale “I Casetti” di Rimini un pomeriggio di sport, musica e comunità

Detenuti, personale, volontari, sindacati, associazioni, Caritas, Diocesi e istituzioni insieme per la terza edizione del concerto che porta musica e socialità all’interno della Casa Circondariale di Rimini

Si è svolto giovedì 24 settembre, all’interno della Casa Circondariale “I Casetti” di Rimini, un pomeriggio all’insegna dello sport, della musica e della condivisione, culminato con la terza edizione del concerto estivo “La musica che unisce”. Un appuntamento ormai consolidato che, per alcune ore, ha portato all’interno dell’istituto un’atmosfera diversa, fatta di musica, relazioni e socialità.

Il pomeriggio si è aperto con una partita di calcio tra detenuti e volontari, alla quale hanno preso parte anche alcuni diaconi e sacerdoti della diocesi di Rimini: un momento di confronto e aggregazione che ha poi lasciato spazio alla musica. Sul palco si è esibito il gruppo Soundcheck, con brani propri e cover di grandi artisti internazionali, coinvolgendo detenuti, personale dell’istituto, volontari e ospiti presenti.

Il concerto sostenuto dalla direzione della Casa Circondariale, è stato promosso dall’associazione “Nessuno è cattivo per sempre” e sponsorizzato unitariamente da CGIL Rimini, CISL Romagna e UIL Rimini, in collaborazione con Ritmi Club di Rimini, realtà impegnata nella promozione della musica come strumento di inclusione e socialità.

Alla giornata hanno partecipato anche il vescovo di Rimini Nicolò Anselmi, la Caritas diocesana, rappresentanti della Diocesi di Rimini, insieme alle numerose realtà che, a diverso titolo, contribuiscono a mantenere vivo il rapporto tra la struttura penitenziaria e la comunità. L’iniziativa nasce dalla convinzione condivisa che la cultura, lo sport e la socialità possano avere un ruolo importante nei percorsi di rieducazione e reinserimento previsti dalla Costituzione. Occasioni come questa permettono infatti di creare relazioni, abbattere barriere e mantenere aperto il dialogo tra il carcere e il territorio.

In questo percorso si inserisce anche la presenza della Caritas e della Diocesi di Rimini, unitamente all’Associazione nessuno è cattivo per sempre, che da tempo rappresentano una componente della rete territoriale impegnata a mantenere attenzione e vicinanza alle persone che vivono situazioni di fragilità e ai percorsi di inclusione all’interno della Casa circondariale. La collaborazione tra mondo sindacale, istituzioni, realtà ecclesiali, associazioni e volontariato cattolico e laico rafforza l’idea di una comunità capace di non lasciare sole le persone e di accompagnare i percorsi verso il reinserimento sociale.

La musica, in particolare, diventa uno strumento capace di parlare a tutti, superando per qualche ora le distanze e le differenze. Portare un concerto all’interno di un istituto penitenziario significa infatti creare uno spazio nel quale poter condividere emozioni, ascolto e partecipazione, riaffermando il valore della cultura e della bellezza anche in un luogo segnato dalla privazione della libertà.

Tra il campo da calcio e il palco, per un intero pomeriggio, detenuti, personale interno, volontari e ospiti hanno giocato, cantato e applaudito insieme, regalando un momento di leggerezza e partecipazione. Un’esperienza semplice, ma significativa, proprio perché capace di creare un ponte tra chi vive e lavora all’interno della struttura e la comunità che sta fuori dalle sue mura.

La terza edizione di “La musica che unisce” conferma così il valore di una collaborazione ormai consolidata tra la direzione dell’istituto, Organizzazioni Sindacali, associazioni, volontariato, Caritas, Diocesi e istituzioni locali. Una rete che può continuare a crescere per costruire occasioni di incontro e percorsi concreti di inclusione, con l’obiettivo di fare del carcere non un luogo separato dalla comunità, ma una parte della comunità stessa. CGIL, CISL e UIL di Rimini ringraziano la Direzione della Casa Circondariale di Rimini, in particolare la Direttrice, Dott.ssa Palma Mercurio, la Dirigente Superiore e Comandante della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Rimini, Dott.ssa Aurelia Panzeca, e tutto il personale di Polizia Penitenziaria, per aver scelto di sostenere questa iniziativa.

Un ringraziamento particolare va inoltre all’Area Educativa Trattamentale, che si è impegnata con dedizione e professionalità contribuendo in modo significativo alla buona riuscita dell’iniziativa.



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