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Dogane di Ravenna: mancano 29 persone

11 maggio 2022

Più assunzioni per Ravenna dal concorso appena effettuato, immissioni di altri lavoratori attraverso gli strumenti della mobilità e del comando da altri enti, comprese le autonomie locali, con una maggiore flessibilità: affrontare l’avvio della stagione crocieristica, per l’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Ravenna che si ritrova – già per l’attività ordinaria – con una carenza di organico di 29 persone, è una missione difficile, ma non impossibile. Ma occorre un’azione decisa da subito, come hanno rappresentato ieri le organizzazioni sindacali confederali del pubblico impiego al prefetto Castrese De Rosa.

Nel corso dell’incontro, al quale ha preso parte anche il dirigente dell’Ufficio delle Dogane di Ravenna, Giovanni Mario Ferente, sono state illustrate al rappresentante del Governo le annose problematiche: ad oggi sono in servizio 60 persone (di cui una parte impegnata stabilmente presso i presidi di fabbrica ) delle 89 previste dalla pianta organica, ed entro fine anno il saldo sarà ulteriormente negativo dal momento che i nuovi ingressi per concorso non compenseranno il personale in uscita per mobilità e pensionamenti.

Davanti all’ “emergenza annunciata” relativa alla impossibilità di garantire, allo stato attuale, il presidio del terminal crociere e al contempo lo svolgimento dell’attività ordinaria (rispetto dei termini connessi alle procedure di sdoganamento, alla verifica delle merci, alle procedure di accertamento e di controllo nel settore delle accise, agli orari di apertura al pubblico), sulla quale hanno lanciato l’allarme fin dal settembre scorso, Fp Cgil, Cisl FP e UilPa hanno chiesto al prefetto di intervenire in tutte le sedi per sostenere la loro azione nell’interesse della comunità.

I sindacati hanno tenuto a far presente che, oltre alla stagione crocieristica, è indispensabile pianificare anche per il medio e lungo termine l’attivazione di percorsi destinati ad incrementare stabilmente la dotazione organica della struttura, per sostenere i servizi e gli investimenti strategici come il futuro Hub portuale, e la piena operatività del porto e dell’indotto. Non secondaria, in quest’ottica, è la formazione specifica per gli operatori e una riorganizzazione più vocata all’attività portuale analogamente a quanto avviene a Civitavecchia e Genova.

Il prefetto, per parte sua, ascoltato il dirigente e le parti sindacali, ha assicurato il proprio impegno per sollecitare le parti coinvolte e cercare una soluzione in tempi rapidi.

FP CGIL Ravenna - Maria Antonietta Cirillo
CISL FP Ravenna - Mario Giovanni Cozza
UILPA Ravenna - Elena De Murtas

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