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Anche in Romagna aumenta il numero di dimissioni volontarie

17 giugno 2022

Anche in Romagna aumenta il numero di dimissioni volontarie

In base ai dati elaborati dalla categoria del commercio e turismo della CISL Romagna, è evidente un forte aumento del numero di dimissioni volontarie nei primi 4 mesi del 2022,+40% rispetto al primo quadrimestre del 2021, +66% rispetto agli stessi mesi nel 2020.
Il campione utilizzato riguarda i lavoratori del commercio turismo e servizi che si sono recati presso l’ufficio vertenze della CISL Romagna. Riteniamo che il dato sia però trasversale negli altri settori produttivi, la tendenza all’aumento delle dimissioni volontarie è ormai un fenomeno da tenere sotto osservazione nei prossimi mesi.

“Sono stati 319 coloro che hanno deciso di dimettersi volontariamente solo nei primi 4 mesi del 2022 nel settore del commercio turismo e servizi - afferma Francesco Marinelli segretario generale della CISL Romagna - . Questo è un dato in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021 o 2020. Il fenomeno delle “Grandi dimissioni” iniziato lo scorso anno negli Stati Uniti, colpisce quindi non solo l’Europa ma anche la Romagna, nonostante le forti differenze nel mercato del lavoro dove sono soprattutto le donne a dimettersi volontariamente (61% contro il 39% degli uomini)”.

“In generale in Romagna sono soprattutto lavoratori tra i 30 e i 49 anni coloro che decidono di dimettersi volontariamente (45% rispetto al totale delle dimissioni), il 37% invece coloro con una età tra i 18 e i 29 anni, questo perché hanno maggiore disponibilità al cambiamento e alla ricerca di nuove opportunità lavorative. Le motivazioni non sono solo legate ad uno stipendio maggiore o a più ore lavorative, ma anche alla ricerca di un ambiente di lavoro meno stressante, oppure che offra una più facile conciliazione vita-lavoro, offrendo magari anche la possibilità di lavorare qualche giorno da casa”.

“La pandemia ha cambiato fortemente le nostre vite ed il nostro approccio verso il lavoro e il futuro. La voglia di cambiamento e il burnout creato dalla pandemia, in aggiunta magari a quello già accumulato durante l’attività lavorativa, ha fatto sì che sempre più persone abbiano deciso di guardarsi attorno per trovare una soluzione migliore, che rispondesse di più alle loro aspettative ed aspirazioni. Anche le offerte di lavoro sono aumentate congiuntamente alla ripresa economica post pandemica, anche se sappiamo che un aumento numerico non sempre coincide con un miglioramento qualitativo dell’offerta lavorativa. La ricerca di un maggiore benessere fisico e mentale sono tornati ad essere un metro con il quale delineare la propria vita in questo anno, in una fase in cui il livello dei contagi non preoccupa più come prima anche grazie alla rete vaccinale creata lo scorso anno".

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