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Alluvione: risarcire i danni, realizzare la giusta ricostruzione


25 luglio 2023

Sono passati oltre due mesi dall’alluvione le cui conseguenze (tra le quali migliaia di frane che hanno devastato l’appennino) hanno messo in ginocchio un’area vastissima della nostra regione.

Il 23 maggio il Governo ha presentato a Palazzo Chigi un primo provvedimento (poi divenuto il DL 61 del 1.06.23) ad una delegazione regionale composta, su giusto impulso della Regione Emilia- Romagna, dalle forze sociali ed economiche che nei giorni precedenti avevano condiviso, nell’ambito del Patto per il Lavoro e il Clima, una Dichiarazione Congiunta, presentata al Governo, contenente una sintesi delle principali ed urgenti necessita del territorio.
Come Organizzazioni Sindacali abbiamo accolto positivamente le prime misure emergenziali messe in campo, sottolineando tuttavia fin da subito la loro palese insufficienza.

Dopo settimane di rinvii, il Governo ha finalmente nominato il Commissario Straordinario per la ricostruzione, al quale abbiamo richiesto interventi efficaci per garantire la rapida erogazione dei risarcimenti alla popolazione e alle imprese colpite, evidenziando altresì la necessita del massimo coinvolgimento del territorio e delle rappresentanze economiche e sociali.

In tale ambito, anche alla luce della scelta del Governo di nominare il Commissario al di fuori del perimetro istituzionale regionale, riteniamo opportuno che il Tavolo del Patto per il Lavoro e per il Clima avvii il confronto per la definizione di una nuova “Dichiarazione Congiunta”, che ne rappresenti il proprio posizionamento strategico relativamente alle operatività da attivare, partendo dalla consapevolezza che i tre momenti di ripresa dal disastro ambientale e sociale che ha investito il nostro territorio – uscita dall’emergenza, ricostruzione e ripensamento del modello di sviluppo – devono essere considerati nella loro interazione e gestiti come una unica e composita fase.

È infatti evidente che il superamento dell’emergenza e strettamente connesso alle modalità della ricostruzione, e che queste ultime, a loro volta, contengono molte caratteristiche del modello di sviluppo che si ritiene di mettere in campo.
Per quanto sopra, riteniamo utile e necessario che la nuova “Dichiarazione congiunta” ribadisca e consolidi i principi e le modalità di confronto partecipato che hanno caratterizzato le relazioni e i Patti convenuti nella nostra regione tra tutti i soggetti interessati, anche e soprattutto in momenti estremamente difficili, quali, ad esempio, gli eventi sismici e la pandemia da Covid-19.

Qui di seguito evidenziamo per titoli principi ed elementi coerenti con Accordi e/o Patti già stipulati e vigenti in Regione Emilia-Romagna:

  • Definizione di un modello di gestione commissariale che preveda il coinvolgimento nella cabina di regia anche del tavolo del Patto per il Lavoro e per il Clima;
  • Definizione di un Protocollo per la legalità e la qualità del lavoro nella ricostruzione e nello smaltimento dei rifiuti, sul modello del terremoto 2012;
  • Definizione del Piano per una ricostruzione giusta e sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale, con particolare attenzione al territorio appenninico e al settore primario (utilizzo avventizi nella ricostruzione, mantenimento piani colturali, ecc.);
    Adeguato dimensionamento e rafforzamento degli organici degli enti pubblici e di tutte le pubbliche amministrazioni interessate dalla ricostruzione, valorizzando le professionalità del personale;
  • Stanziamento di tutte le risorse necessarie per garantire l’avvio e la prosecuzione della ricostruzione, la messa in sicurezza e la manutenzione del territorio, ivi compresa la rete scolastica, prevedendo anche un piano per rispondere all’emergenza abitativa;
  • Stanziamento delle risorse necessarie e rapida messa a terra delle stesse per assicurare il risarcimento al 100% dei danni subiti, diretti e indiretti, sia dalle famiglie che dalle imprese.

Su questi punti riteniamo si debba esercitare rapidamente un confronto fra tutte le parti firmatarie del Patto per il Lavoro e per il Clima.



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