
Cassa integrazione in calo ma la moda resta in crisi: l’intervento di Francesco Marinelli su Il Resto del Carlino
Sulle pagine de Il Resto del Carlino, il segretario generale della CISL Romagna, Francesco Marinelli, è intervenuto per analizzare i dati e lo scenario economico e occupazionale in provincia di Rimini.
Nonostante i dati del primo semestre registrino una flessione complessiva delle ore di cassa integrazione autorizzate, scese da 3,1 a 2,3 milioni con un calo del 24,2%, Marinelli invita a non abbassare la guardia. Come evidenziato dal segretario sindacale, “il numero complessivo può ingannare: meno ore autorizzate non significa più lavoro e maggiore serenità”. La stabilità della cassa ordinaria dimostra infatti che le imprese continuano a fare i conti con l’incertezza dei mercati e degli ordini, mentre il calo della cassa straordinaria rischia di sottintendere “che gli strumenti si sono esauriti e non che le criticità siano state risolte”.
A destare particolare preoccupazione è il settore manifatturiero, che concentra oltre il 94% delle ore di cassa integrazione autorizzate, con un impatto pesantissimo sul distretto della moda. Da Aeffe a Gilmar, il territorio vede “aziende storiche, laboratori, terzisti e indotto a rischio di perdere competenze e posti di lavoro”. Al contempo, Marinelli sottolinea che “sarebbe riduttivo ritenere che il problema riguardi esclusivamente il manifatturiero”, poiché segnali d’attenzione arrivano anche dalle costruzioni, dai servizi e dalle attività estrattive.
Per evitare che le crisi attuali si trasformino in cessazioni definitive di attività, la CISL Romagna indica tre direttrici d’azione concrete, a partire dall’attivazione tempestiva di tavoli di confronto con la Regione e le istituzioni prima dell’esaurimento degli ammortizzatori. A ciò si affiancano la predisposizione di strumenti di sostegno al reddito adeguati per i lavoratori privi di tutele e l’implementazione di una vera politica industriale fondata su investimenti in innovazione, formazione, riqualificazione e ricerca.
Nelle parole conclusive dell’intervista al quotidiano, Marinelli ribadisce con forza la rotta da seguire: “Gli ammortizzatori sociali sono essenziali, ma non possono costituire l’unica risposta. Si rendono necessarie prospettive industriali volte a tutelare la produzione e l’occupazione nel Riminese. Di fronte a un contesto internazionale incerto, occorre rafforzare le imprese, sostenere le filiere e i distretti, investire sulle competenze. È opportuno superare la sola gestione emergenziale”.
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Tag: Rimini
- Data: 3 Novembre 2026









