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Cassa integrazione in deroga per il comparto moda


Cassa integrazione in deroga per il comparto moda: “Timida soddisfazione, ma non basta a contrastare la crisi del calzaturiero”

“Si tratta di un primo segnale, tardivo, dopo mesi di richieste, sicuramente importante, ma non sufficiente per contrastare una crisi così profonda”. Le organizzazioni sindacali territoriali provinciali di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil esprimono “timida soddisfazione nell’apprendere dell’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, di otto settimane di cassa integrazione in deroga nel 2024 per le imprese del comparto moda”. E’ ovviamente interessato il distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli.

In particolare per il distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli – spiegano i sindacati – che sta attraversando questa crisi iniziata sul finire del 2023 e che dati alla mano si prevede si protrarrà anche nella prima parte del 2025, queste otto settimane di cassa integrazione in deroga sono sicuramente una boccata d’aria per tutte quelle aziende che non superano i 15 dipendenti e che sono parte integrante ed importante della filiera della calzatura sammaurese. Il pensiero però non può non andare alle decine di lavoratrici e lavoratori che nei mesi scorsi hanno perso il posto di lavoro proprio in seguito alla chiusura di quelle aziende che, colpite fortemente dalla crisi in atto, non avendo ammortizzatori sociali a disposizione si sono vesti costrette a chiudere i battenti”.

“Inoltre crediamo sia necessario attenzionare maggiormente la crisi che ha colpito il settore e che si inserisce in un contesto di crisi più grande e che ha colpito l’intero comparto manifatturiero del Paese, questo perché dopo ormai un anno di ammortizzatori sociali, anche le grandi aziende industriali cominciano ad accusare il colpo e il rischio è quello di vedere spazzato via un intero settore, quello della calzatura di lusso, che è il fiore all’occhiello del nostro territorio e non solo. L’augurio è quello che questo intervento straordinario sia un segnale di attenzione al settore perché il 2024 sta finendo e la crisi ancora morde forte”.



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