
Dall’inverno alla «glaciazione» demografica
La segretaria CISL Romagna Elena Fiero a “Fatti e Opinioni”: “Il vecchio welfare basato sui nonni non regge più. Serve una rivoluzione nelle aziende e nei modelli abitativi”
La longevità non è più solo una questione di salute, ma una complessa partita sociale che la Romagna deve imparare a giocare con regole nuove. A lanciare l’allarme, ma anche a tracciare una via d’uscita concreta, è stata la segretaria della Cisl Romagna, Elena Fiero, intervenuta nell’ultima puntata del programma Fatti e Opinioni di Video regione.
L’analisi della sindacalista parte da un dato di realtà brutale: quello che chiamavamo «inverno demografico» è ormai diventato una «glaciazione». Con una popolazione che invecchia e nascite ai minimi storici, il sistema di protezione sociale rischia il collasso se non viene profondamente ripensato.
L’addio al “Welfare dei Nonni”
Per decenni, l’Italia e la Romagna hanno delegato la cura di figli e anziani alla disponibilità dei nonni. Un modello che, secondo Elena Fiero, è giunto al capolinea. “I nonni saranno sempre meno disponibili perché resteranno al lavoro più a lungo”, ha spiegato la segretaria, sottolineando come lo Stato continui a scaricare sulle famiglie compiti di assistenza senza garantire servizi adeguati. La sfida non è solo vivere più a lungo, ma garantire che quegli anni siano degni di essere vissuti, senza trasformarsi in una «fragilità sociale» che schiaccia i caregiver, spesso costretti a sacrificare la propria carriera.
Abitare sociale e condomini protetti
Una delle proposte più innovative emerse dall’intervento riguarda il superamento dell’isolamento domestico. La Cisl Romagna punta su nuovi modelli dell’abitare: non solo RSA, ma forme intermedie come il cohousing e i condomini sociali. “Dobbiamo pensare a spazi dove le persone mantengano la propria autonomia ma condividano servizi e sorveglianza”, ha proposto Fiero. Un sistema che permetterebbe agli anziani di restare attivi e ai familiari di continuare a lavorare con la serenità di sapere i propri cari in una rete di protezione collettiva.
Il lavoro come comunità: l’eredità di Olivetti
Il sindacato chiama a raccolta anche le imprese. In un momento in cui trovare personale è diventata la principale criticità del tessuto produttivo romagnolo, il welfare aziendale diventa la vera carta magnetica per i talenti. “I giovani oggi scelgono l’azienda anche in base alla qualità della vita che essa garantisce”, ha ricordato la segretaria.
Il riferimento ideale è quello di Adriano Olivetti: mettere la persona al centro. Questo significa contrattare flessibilità oraria, ma anche valorizzare i lavoratori senior. Invece di considerarli “pesi” in attesa della pensione, la proposta è di trasformarli in mentor: figure ricche di esperienza capaci di accompagnare i giovani e gestire l’impatto delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, attraverso una formazione continua che mantenga l’invecchiamento attivo.
Un patto tra generazioni
Il messaggio finale è un appello alla coesione territoriale. La longevità non deve essere una “fatica” per le famiglie, ma un valore per la comunità. “Anziani e giovani devono tornare a parlarsi”, ha concluso Elena Fiero, auspicando la creazione di spazi di incontro intergenerazionale che restituiscano dignità e ruolo sociale a ogni fase della vita.








