Festa del Papà: CISL Romagna, la cura condivisa che cambia lavoro e famiglia

Festa del Papà: CISL Romagna, la cura condivisa che cambia lavoro e famiglia
Dal congedo parentale ai servizi per l’infanzia, l’appello a un cambiamento culturale che coinvolga attivamente i padri per sostenere famiglie e occupazione
In occasione della Festa del Papà 2026, la CISL Romagna lancia un appello che va ben oltre la celebrazione simbolica. La parità di genere nel mercato del lavoro non può più essere considerata una questione esclusivamente femminile, ma deve diventare una sfida sociale che metta al centro il coinvolgimento attivo dei padri. Sebbene le leggi si siano evolute drasticamente negli ultimi anni, la realtà dei dati ci dice che il peso della cura domestica e familiare grava ancora in modo sproporzionato sulle donne, rappresentando il freno principale alla loro crescita professionale e alla loro permanenza nel mondo del lavoro.
Il Segretario Generale della CISL Romagna, Francesco Marinelli, sottolinea come per incentivare davvero l’occupazione delle madri sia necessario compiere un salto culturale coraggioso. “Dobbiamo dirlo con estrema chiarezza: se vogliamo davvero incentivare il lavoro delle madri, dobbiamo fare un salto culturale coraggioso”, dichiara Marinelli. “Le leggi ci sono, ma rischiano di restare scatole vuote se la società e il mondo aziendale continuano a vedere il padre che chiede un congedo come un’eccezione o, peggio, un lavoratore meno produttivo. Il cambiamento deve partire dalla percezione stessa della paternità: non più un semplice supporto alla madre, ma una responsabilità condivisa a pieno titolo”.
Oggi il sistema delle tutele offre strumenti importanti che i padri devono imparare a rivendicare. Si parte dai dieci giorni di congedo obbligatorio retribuiti, pensati proprio per creare un legame profondo fin dai primi istanti di vita, fino alla possibilità di utilizzare il congedo parentale per un tempo molto più lungo rispetto al passato, arrivando oggi a coprire i bisogni dei figli fino ai quattordici anni di età. Anche l’aspetto economico è stato migliorato, con indennità che per i primi mesi di vita del bambino, rendendo finalmente la scelta di restare a casa più sostenibile per il bilancio di una famiglia.
In questo scenario, un ruolo cruciale è giocato anche dai sostegni economici diretti. Un aiuto fondamentale arriva dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la misura dedicata all’abbattimento delle rette per i nidi. Si tratta di un intervento vitale che, integrandosi con il Bonus Nido nazionale, permette a moltissime famiglie del territorio romagnolo di accedere ai servizi educativi a costi estremamente ridotti o addirittura gratuitamente.
“Il contributo della Regione Emilia-Romagna per l’abbattimento delle rette dei nidi è un tassello fondamentale”, sottolinea Marinelli. “È un aiuto importante perché interviene su uno dei costi più pesanti per il bilancio familiare, rendendo la scelta di tornare al lavoro economicamente vantaggiosa per le madri. Tuttavia, il supporto economico deve camminare insieme alla condivisione del tempo: un nido accessibile è utile, ma un padre che ha il tempo di portarci il figlio e di seguirlo è ciò che trasforma davvero la società”.
Proprio la gestione delle fragilità e dei momenti critici, come la malattia del bambino, rappresenta la nuova frontiera della tutela. Oggi ogni genitore può contare su dieci giorni all’anno di permesso per assistere i figli malati fino ai quattordici anni, un diritto che deve essere utilizzato dai padri con la stessa naturalezza delle madri. La CISL Romagna ribadisce che la vera parità si costruisce nelle pieghe della quotidianità e attraverso una contrattazione collettiva che sappia spingere su modelli di lavoro flessibili e smart working per entrambi i genitori.
“La Festa del Papà del 2026 deve trasformarsi nel punto di partenza per un nuovo patto sociale”, conclude il Segretario Generale. “Solo garantendo ai padri il tempo della cura si potrà garantire alle madri il tempo del lavoro, abbattendo finalmente quel divario di genere che penalizza non solo le donne, ma l’intero sistema economico e sociale della nostra Romagna”.
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Data: 19 Marzo 2026









