Lavoratori somministrati in questure e prefetture: ieri presidio davanti alla sede Adecco di Milano
Si è svolto ieri mattina a Milano, davanti alla sede Adecco di via Tolmezzo, il presidio promosso da Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Uil per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori somministrati impiegati nelle Questure e Prefetture italiane.
Centinaia di lavoratori e lavoratrici rischiano il posto di lavoro in seguito al ricorso al TAR del Lazio presentato dalle Agenzie per il Lavoro contro la proroga tecnica disposta dal Ministero dell’Interno. Tale proroga è stata pensata per garantire la continuità occupazionale nelle more dell’aggiudicazione della nuova gara, ma l’iniziativa legale delle Agenzie mette ora a repentaglio la stabilità di personale che da anni presta servizio in condizioni di estrema precarietà.
Il presidio di ieri ha visto una forte partecipazione e lanciato un messaggio chiaro: non è accettabile che lavoratrici e lavoratori diventino ostaggi di contenziosi legali che non li riguardano direttamente. Il loro ruolo è fondamentale per il funzionamento dello Stato e per la tutela dei diritti civili e sociali delle persone straniere sul nostro territorio. Senza il loro apporto, servizi essenziali come il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno subirebbero ritardi insostenibili.
Le organizzazioni sindacali Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Uil chiedono:
- Il ritiro immediato del ricorso al TAR da parte delle Agenzie per il Lavoro;
- La garanzia della continuità occupazionale per tutti i lavoratori coinvolti fino all’aggiudicazione della nuova gara;
- L’intervento delle istituzioni per garantire una gestione responsabile e trasparente di questa vertenza.
«Lo Sportello Unico per l’Immigrazione non è solo un ufficio – spiega Fabio Guerrini Segretario Generale Felsa CISL Romagna – è un punto nevralgico per la gestione regolare dei flussi migratori e per garantire percorsi di integrazione veri e concreti. I lavoratori somministrati che vi operano ogni giorno assicurano servizi indispensabili per migliaia di persone e per l’intero sistema Paese. Parliamo di permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari, ingressi regolati per lavoro: senza questo supporto, la macchina amministrativa si inceppa. E non è solo un problema burocratico, ma sociale. Se questi presìdi rallentano o si fermano, aumentano l’irregolarità, il disagio e il rischio di esclusione. Per questo chiediamo responsabilità: non si può giocare con la vita dei lavoratori e con l’equilibrio di un sistema che, nonostante tutto, continua a garantire legalità, coesione e dignità.»
Le organizzazioni sindacali Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Uil continueranno a mobilitarsi e a informare cittadini, istituzioni e forze politiche per garantire dignità e tutela a lavoratori e lavoratrici che rappresentano un pilastro silenzioso ma essenziale della pubblica amministrazione.