
Lavoro, infrastrutture e welfare: la CISL Romagna traccia la rotta a “Talk 24”
Il futuro della Romagna non è mai stato così denso di incognite e, al tempo stesso, di potenzialità. Nel corso di TALK24, programma di approfondimento televisivo su Teleromagna, il Segretario Generale della CISL Romagna, Francesco Marinelli, ha guidato una riflessione corale insieme ai rappresentanti delle principali categorie sindacali per scattare una fotografia nitida della realtà locale all’alba del 2026. Il quadro che emerge dalle parole del Segretario Generale è quello di un sistema produttivo che sta cambiando pelle, dove la flessione della cassa integrazione ordinaria non deve trarre in inganno, poiché l’impennata di quella straordinaria segnala crisi profonde e difficili da risolvere nel settore manifatturiero, specialmente nel metalmeccanico e nella moda.
Proprio sulla crisi industriale si è soffermato Emanuele Scerra, che per la categoria della chimica e del tessile ha descritto una vera e propria tempesta perfetta abbattutasi sul distretto calzaturiero tra San Mauro Pascoli e Rimini. Migliaia di posti di lavoro restano in bilico a causa di un mercato globale sempre più aggressivo e di costi energetici che penalizzano le imprese italiane rispetto ai concorrenti europei. Secondo i rappresentanti sindacali, la difesa del saper fare romagnolo passa inevitabilmente da una riqualificazione delle competenze che non lasci indietro nessuno in questa delicata transizione.
Parallelamente alle difficoltà delle fabbriche, il dibattito si è spostato sulla tenuta sociale delle nostre comunità attraverso la voce di Maria Antonietta Aloisi, rappresentante dei pensionati. La sua analisi ha messo in luce un aspetto spesso invisibile ma fondamentale: l’assegno previdenziale dei nonni è diventato il pilastro che tiene in piedi il bilancio di moltissime giovani famiglie. Tuttavia, questo ruolo di ammortizzatore sociale vivente si scontra con una sanità che fatica a rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia e con pensioni che, specialmente per le donne, restano troppo spesso vicine alla soglia della povertà a causa di carriere passate frammentate.
Una luce di speranza arriva invece dal comparto dei servizi e del turismo, analizzato da Gianluca Bagnolini. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, le prospettive appaiono migliori rispetto al passato grazie ai recenti rinnovi dei contratti nazionali. I lavoratori stagionali e del terziario potranno infatti contare su buste paga più pesanti e su benefici fiscali che premiano il lavoro festivo e notturno, un passo avanti necessario per ridare dignità e attrattività a un settore che rappresenta una fetta enorme del Prodotto Interno Lordo regionale.
Il Segretario Generale Francesco Marinelli ha infine tirato le fila del discorso ponendo l’accento sulla necessità vitale di sbloccare i nodi infrastrutturali che frenano la Romagna. Dalla richiesta di una legge regionale che metta finalmente a sistema gli aeroporti di Forlì e Rimini con quello di Bologna, fino alla battaglia per l’Alta Velocità ferroviaria e per collegamenti stradali più fluidi tra le città capoluogo, la CISL ha ribadito che senza investimenti strutturali la crescita resterà un miraggio. La conclusione è un appello accorato alla coesione: solo una sinergia reale tra istituzioni, imprese e sindacati potrà proteggere quel patrimonio di solidarietà che da sempre rende la Romagna una terra capace di rialzarsi dopo ogni crisi.