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Nuovi parametri ETS, FEMCA CISL Romagna: “A rischio centinaia di posti di lavoro nel distretto ceramico di Faenza”


Nuovi parametri ETS, FEMCA CISL Romagna: “A rischio centinaia di posti di lavoro nel distretto ceramico di Faenza”

Il sindacato del comparto ceramico romagnolo contro i nuovi benchmark europei per il periodo 2026–2030. “Chi ha investito nella sostenibilità non può essere punito come chi non l’ha fatto.”

La Commissione europea ha proposto una revisione al ribasso dei benchmark del sistema ETS – i parametri che determinano quante quote di CO2 vengono assegnate gratuitamente alle imprese – che per il settore ceramico italiano si tradurrebbe in un aumento dei costi diretti da 70 a 120 milioni di euro l’anno. FEMCA CISL Romagna lancia l’allarme: per il distretto ceramico di Faenza, il rischio è concreto e immediato.

“Le fabbriche ceramiche tra Faenza, Castelbolognese e Riolo Terme danno lavoro a migliaia di famiglie romagnole”, dichiara Emanuele Scerra Segretario Generale Femca CISL Romagna. “Sono impieghi stabili, qualificati, radicati nel territorio. Un aggravio di questa portata, su imprese già sotto pressione per i costi energetici e la concorrenza asiatica, si traduce direttamente in rischio occupazionale: meno turni, meno organici, nel peggiore dei casi chiusure.”

A rendere la situazione ancora più amara, sottolinea il sindacato, è il fatto che le imprese ceramiche del territorio hanno già fatto la loro parte. Negli ultimi dieci anni il settore ha investito oltre 4,3 miliardi di euro in efficienza energetica e innovazione impiantistica, una media del 7% del fatturato annuo. “Faenza ha dato il nome alla ceramica nel mondo e ha dimostrato di saper coniugare produzione e sostenibilità”, prosegue Scerra. “I nuovi benchmark non tengono conto di questo: sono costruiti con criteri opachi, distanti dalla realtà industriale del settore.”

Il sindacato punta anche su quello che definisce il paradosso ambientale della misura: ridurre la produzione ceramica in Europa non abbatte le emissioni globali, le sposta. “Se le nostre fabbriche chiudono, le piastrelle arrivano da India e Cina, dove si produce con standard ambientali molto più bassi”, spiega il segretario Generale. “Il risultato netto è più inquinamento nel mondo e meno lavoro in Romagna. Non è la transizione ecologica che vogliamo.”

FEMCA CISL Romagna aderisce alla richiesta unitaria nazionale di mantenere i valori attuali dei benchmark fino all’avvio della revisione complessiva della direttiva ETS, già programmata per la prossima estate, e di riformare il sistema con criteri trasparenti e coerenti con le possibilità tecnologiche reali. Le risorse generate dall’ETS, aggiunge il sindacato, devono tornare alle imprese del settore e essere reinvestite in ricerca, rinnovabili e occupazione.

Ma la federazione si rivolge anche alle istituzioni locali. “Chiediamo ai Comuni romagnoli interessati e alla Regione Emilia-Romagna di prendere posizione pubblica e di portare questa battaglia a Bruxelles”, afferma Scerra. “E chiediamo ai parlamentari europei eletti in Emilia-Romagna di intervenire nella consultazione aperta dalla Commissione. Il distretto ceramico di Faenza non può affrontare da solo una partita che si gioca a livello europeo.”



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