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Partecipazione: la Romagna fa scuola in Italia con il bollino CNEL, grazie alla Cisl


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Partecipazione: la Romagna fa scuola in Italia con il bollino CNEL, grazie alla Cisl. Ora la politica regionale faccia la sua parte

“L’esperienza di Forlì Ambiente dimostra che la partecipazione dei lavoratori alla vita delle aziende è praticabile, efficace e replicabile. Non è solo una questione di equità, ma una leva concreta di sviluppo, innovazione e qualità del lavoro. Ora spetta alla politica di questa regione rendersene conto e proseguire sull’esempio romagnolo. Per questo il nostro auspicio è che nella discussione che si terrà lunedì prossimo in Assemblea legislativa sulle differenti risoluzioni in materia, si possano mettere a tacere interessi di parte e improduttive schermaglie politiche per favorire un indirizzo bipartisan sulla partecipazione dei lavoratori alle imprese e alle filiere”.

Così Filippo Pieri e Francesco Marinelli, rispettivamente segretario generale Cisl ER e segretario generale Cisl Romagna, nel commentare l’assegnazione dei primi “Bollini CNEL”, tra cui figura quello della cooperativa romagnola, accanto a grandi gruppi come Generali e a importanti aziende pubbliche come ASM Rieti.

“Un riconoscimento di particolare rilievo – continuano -, che non ha natura simbolica ma rappresenta un vero e proprio strumento di validazione istituzionale, fondato su criteri rigorosi e su una valutazione comparata delle esperienze più avanzate”.

“Alla base dell’inserimento di Forlì Ambiente – prosegue Marinelli – vi è l’accordo aziendale sottoscritto il 12 dicembre 2025 tra Forlì Ambiente e Fisascat CISL Romagna, che rappresenta una delle prime applicazioni concrete della Legge 76/2025 sulla partecipazione. L’intesa non si limita a rafforzare il confronto sindacale, ma costruisce un modello di governance partecipativa, nel quale il lavoro entra stabilmente nei processi decisionali e nella distribuzione del valore”.

“Il Bollino CNEL – ha concluso Pieri – certifica dunque non solo una buona pratica, ma un modello maturo e replicabile, destinato ad essere un riferimento per l’intero sistema produttivo regionale. Tuttavia, rappresenta un punto di partenza, l’obiettivo è ora estendere questo approccio, trasformando la partecipazione da esperienza avanzata a elemento strutturale delle relazioni industriali, capace di coniugare competitività, qualità del lavoro e giustizia sociale. L’auspicio della CISL è che in previsione del  voto in Assemblea legislativa di lunedì prossimo, i partiti dei vari schieramenti, possano trovare una sintesi comune. Ora spetta alla classe politica emiliano-romagnola dare una prova di maturità che, insieme alla sottoscrizione del nuovo Patto per il lavoro e per il clima, può veramente aprire una nuova stagione per l’Emilia-Romagna. Una nuova stagione quanto mai necessaria per affrontare le grandi trasformazioni digitali, ecologiche e demografiche in atto”.



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