
Caldo nei cantieri, FILCA CISL: “Serve una norma strutturale, non un’emergenza ogni estate”
Matteo Davitti: “Controlleremo il rispetto dell’ordinanza e segnaleremo eventuali violazioni”
L’emergenza caldo nei luoghi di lavoro torna al centro dell’attenzione. Matteo Davitti, segretario generale della FILCA CISL Romagna, è intervenuto a Fatti e Opinioni su Videoregione per fare il punto sull’ordinanza regionale che disciplina il lavoro all’aperto durante le ondate di calore.
Quest’anno la Regione Emilia-Romagna ha anticipato l’entrata in vigore dell’ordinanza, in vigore dal 3 giugno al 15 settembre, che vieta le attività lavorative all’aperto nella fascia oraria dalle 12.30 alle 16 nei giorni in cui è previsto un livello di rischio elevato. “È arrivata prima rispetto allo scorso anno e questo ci fa molto piacere”, ha osservato Davitti, ricordando che la misura interessa non solo l’edilizia ma anche agricoltura e rider, inclusi per la prima volta.
Per il sindacato, però, non basta intervenire ogni estate. “Le ondate di calore sono ormai un fenomeno ricorrente. Non possiamo continuare a parlare di emergenza: serve una disciplina strutturale”, ha affermato il segretario della FILCA CISL Romagna, spiegando che il confronto con le istituzioni punta a rendere le tutele permanenti e adattabili anche a periodi diversi da quelli previsti dall’ordinanza.
Sul fronte dei controlli, Davitti ha ricordato che il rispetto del provvedimento è affidato agli organi ispettivi. “Come organizzazione sindacale presidieremo i cantieri e, in caso di segnalazioni o situazioni di rischio, le trasmetteremo agli enti competenti”, ha spiegato, sottolineando che il sindacato ha già ricevuto alcune segnalazioni e invitato le aziende a intervenire tempestivamente.
Secondo Davitti, esistono imprese che hanno già adottato tutte le misure di prevenzione previste, riorganizzando turni e lavorazioni nelle ore meno calde, mentre altre necessitano di maggiore sensibilizzazione. Tra gli strumenti a disposizione delle aziende figurano la rimodulazione degli orari, la sospensione delle attività nelle fasce più critiche e il ricorso agli ammortizzatori sociali nei casi di caldo intenso.
Il segretario ha infine richiamato l’attenzione anche sull’età media dei lavoratori nei cantieri. “Accanto ai più giovani ci sono molti lavoratori oltre i sessant’anni. Con l’innalzamento dell’età pensionabile cresce anche il numero delle persone maggiormente esposte ai rischi legati alle temperature estreme”, ha concluso.




