Rimini in controtendenza: cala la cassa integrazione, ma il tessile è in crisi
Nei primi nove mesi del 2025 la provincia di Rimini si distingue dal resto dell’Emilia-Romagna per un dato in controtendenza: il ricorso alla cassa integrazione è in calo. Le ore autorizzate passano infatti da 5,1 milioni del 2024 a 3,8 milioni, con una diminuzione del 26%. Un risultato che, secondo la Cisl Romagna, suggerisce «un generale miglioramento o una stabilizzazione della situazione occupazionale provinciale».
Il quadro regionale, però, racconta un’altra storia: in Emilia-Romagna il ricorso alla Cig cresce dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2024 e del 71,2% rispetto al 2023. Rimini e Ravenna restano così le uniche province con il segno meno, mentre la Cgil parla di «situazione allarmante» a livello regionale.
A Rimini, la riduzione complessiva è dovuta soprattutto al settore delle attività meccaniche, che registra un crollo significativo delle ore di Cig, da 3,9 milioni a 2,4. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dove il ricorso agli ammortizzatori sociali si dimezza (-62,5%).
Ma alle note positive si contrappongono segnali preoccupanti. A soffrire è soprattutto il tessile, colpito dalla crisi di Aeffe: l’azienda di moda ha attivato la cassa integrazione straordinaria fino a fine anno e annunciato 221 esuberi complessivi, di cui solo una parte a San Giovanni in Marignano. In forte difficoltà anche le lavorazioni dei minerali non metalliferi, mentre nel commercio al minuto fa il suo ingresso, per la prima volta, la cassa integrazione – un campanello d’allarme per un comparto già fragile.
Francesco Marinelli, segretario generale della Cisl Romagna intervenuto sulle pagine de Il resto del Carlino, parla di «dualismo economico» e di una «performance polarizzata» del territorio. «Il significativo recupero delle attività meccaniche – osserva – nasconde le crescenti difficoltà di diversi settori manifatturieri tradizionali, come tessile, abbigliamento, legno e chimica, che segnano aumenti della Cig superiori al 60%».
Per Marinelli si tratta di una «crisi manifatturiera diffusa» e di un quadro «frammentato e complesso» che richiede risposte immediate. «Servono interventi mirati – conclude – capaci di affrontare esigenze diverse e di sostenere un sistema produttivo che mostra segnali sempre più preoccupanti».
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Tag: Rimini
- Data: 10 Dicembre 2025