
CISL Romagna, ampia partecipazione alla mobilitazione nazionale di Genova “Il Patto che unisce”
Il Segretario Generale CISL Romagna Francesco Marinelli: “Serve una nuova stagione di confronto e corresponsabilità per dare risposte concrete al Paese”
Una folta delegazione di delegate e delegati della CISL Romagna, in rappresentanza delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, è partita per Genova per chiedere più lavoro di qualità, salari adeguati, pensioni e welfare. La delegazione ha partecipato stamattina alla prima tappa della mobilitazione nazionale “Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare, pensioni per lo sviluppo”. Al Palasport di Genova si sono ritrovati migliaia di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati e rappresentanti sindacali delle dieci regioni del Nord Italia.
Quella di Genova non è una scelta casuale: città simbolo della storia industriale e portuale del Paese, primo porto d’ingresso delle merci in Italia, è anche la città natale di Giulio Pastore, fondatore della CISL.
Al centro della giornata, le proposte di modifica alla legge di Bilancio e le undici priorità indicate dalla CISL nel Libro Verde, che raccoglie oltre 120 proposte su lavoro, salari, fisco, pensioni, sanità, welfare, partecipazione, formazione, giovani, politiche abitative, scuola, università, infrastrutture e investimenti produttivi. Sono temi che toccano da vicino la vita delle persone e il futuro del Paese, con l’obiettivo di sostenere il lavoro, tutelare i redditi e rafforzare il sistema di welfare.
I lavori sono stati chiusi dalla Segretaria generale della CISL Daniela Fumarola, che ha richiamato l’importanza di corresponsabilità e partecipazione per affrontare le difficoltà e la sfiducia che attraversano la società.
“Essere presenti a Genova con una delegazione proveniente da tutte e tre le province romagnole, vuol dire dare voce ai nostri territori e partecipare a una mobilitazione che riguarda questioni fondamentali per il lavoro e per le famiglie” – dichiara Francesco Marinelli, Segretario generale CISL Romagna -. “Abbiamo portato a Genova le preoccupazioni e le aspettative di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati della Romagna.
Serve un Patto sociale che coinvolga istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali. Su salari, pensioni, sanità pubblica e welfare servono impegni concreti, perché incidono ogni giorno sulla vita delle persone e sulla tenuta delle nostre comunità.
Anche in Romagna vediamo le difficoltà di tante famiglie: stipendi che fanno fatica a stare dietro al costo della vita, lavoro precario, problemi di sicurezza, cambiamenti che stanno attraversando il nostro sistema produttivo. Problemi che non si risolvono con gli slogan, ma con investimenti, politiche adeguate e un confronto serio tra tutti i soggetti coinvolti.
La CISL continuerà a fare la sua parte, avanzando proposte e cercando il dialogo anche quando le posizioni sono distanti. Crediamo che questa sia la strada per tutelare il lavoro, sostenere chi è in difficoltà e accompagnare lo sviluppo dei nostri territori. La giornata di Genova è stata un passaggio importante, ma ora è necessario che alle parole seguano le scelte”.
Dopo Genova, la mobilitazione nazionale proseguirà il 28 novembre a Gioia Tauro, con il coinvolgimento delle regioni del Sud, e si concluderà il 12 dicembre a Roma con una grande manifestazione nazionale.









