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Ieri sciopero alla Ingo contro il contratto peggiorativo


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Ieri sciopero alla Ingo contro il contratto peggiorativo

Il 3 febbraio, i lavoratori della Ingo, società di call center con sede a Forlì, hanno partecipato in massa allo sciopero indetto per protestare contro il nuovo contratto collettivo nazionale, ritenuto fortemente peggiorativo. Circa 120 dipendenti, in gran parte donne, hanno manifestato davanti alla sede aziendale, sostenuti dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. La protesta è stata incentrata sul taglio delle ore di permesso, che passeranno da 102 a 48, con una retribuzione oraria che scenderebbe da 10 a 7,50 euro e che si troverebbero a guadagnare circa 250 euro in meno al mese.

In un contesto segnato da un’inflazione crescente che ha eroso i salari di tutti i lavoratori, la Ingo anziché adottare misure per contrastare il potere d’acquisto in calo, come fatto da altre aziende nel territorio, ha scelto di eliminare tutele e diritti. Le lavoratrici, molte delle quali si trovano a fronteggiare difficoltà economiche legate a famiglia e affitto, hanno espresso una forte delusione nei confronti della loro azienda, che giudicano inadeguata nel riconoscere il loro impegno e la loro professionalità.

Nella foto: Giacomo Andriano Fistel CISL

Giacomo Andriano della Fistel Cisl, ha annunciato che la protesta non si fermerà e ha dichiarato: “Non ci fermeremo e ci muoveremo in base a come si comporterà l’azienda. Siccome non può applicare un contratto al ribasso, per farlo dovrà chiedere la liberatoria per ogni dipendente. Chi non firmerà andrà incontro a un percorso legale.” Andriano ha anche messo in evidenza che questa scelta contrattuale non risolverà i problemi strutturali del settore, che invece richiede investimenti in professionalità e in migliori condizioni lavorative, a beneficio tanto dei lavoratori quanto delle aziende committenti. “Con la scelta di applicare questo contratto non risolvono il problema vero del settore che ha effettivamente pochi margini. Qui c’è una scolarità alta e il settore per questo va spinto verso l’alto non verso il basso. Con questo contratto succederà che i committenti, 1 minuto dopo dalla sua applicazione, andranno a chiedere lo sconto”.

La protesta di ieri è solo l’ultimo atto di un conflitto che, se non risolto, potrebbe portare a ulteriori azioni legali e pressioni nei confronti delle grandi aziende che si avvalgono dei servizi della Ingo. I lavoratori chiedono un incontro con l’azienda per cercare una soluzione che tuteli i loro diritti e la loro dignità.



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