23 gennaio 2024
Ieri mattina è stato inaugurato il Centro di Assistenza Urgenza (CAU) di Ravenna, situato presso il CMP in Circonvallazione Fiume Montone Abbandonato 134. I CAU rappresentano un potenziamento della medicina territoriale e sono affiliati alle Cure Primarie, offrendo assistenza immediata a pazienti con problemi di salute urgenti e a bassa complessità sanitaria.
“Occorre distinguere tre diverse situazioni – spiega Roberto Baroncelli della segreteria CISL Romagna con delega alla sanità su Risveglio Duemila –: se nel caso della trasformazione dei punti di primo intervento in Cau, com’è successo a Cervia, quello che cambia non è l’assistenza data ma chi la darà, in questo caso i medici della continuità assistenziale, il discorso è diverso per quelli che nasceranno in città e nei paesi. I primi nascono con l’obiettivo di sgravare il lavoro dei Pronto soccorso, dove i medici sono sempre di meno e sempre più sotto pressione. Nel secondo caso, invece, si tratterà di un servizio aggiuntivo: prima non c’era quel tipo di assistenza sul territorio”. Oltre ai Cau, “in questi giorni, come sindacati, dovremo incontrare l’Ausl per verificare lo stato di attuazione delle cosiddette “Cot”, centrali operative territoriali, punti di riferimento telefonici che, in raccordo con il 116 117 (numero unico europeo per cure non urgenti), avranno il compito di indirizzare i cittadini al servizio di assistenza più adeguato alle loro esigenze, sanitarie e sociali, magari prospettando loro anche i tempi di attesa”.
È insomma una piccola rivoluzione quella in corso nell’Emergenza-urgenza e nella medicina del territorio, necessaria per Baroncelli: “Se non cambiano le norme nazionali sulla formazione dei medici e sul ruolo che possono svolgere le professioni sanitarie, questa riforma è un tentativo di dare una soluzione – avverte Baroncelli – ma va monitorata costantemente. Per questo, l’accordo con l’Ausl è quello di ritrovarsi in riunioni periodiche per fare il punto della situazione”. Il punto più delicato del sistema è quello dell’accesso dei pazienti: lì si giocherà molto.
In definitiva, a dicembre 2024, nel pieno del prossimo picco influenzale, chi dovrà andare al Pronto soccorso per complicazioni, troverà una situazione diversa da quella congestionatissima di oggi? “Lo vedremo, io spero che al netto del picco influenzale, che nella maggior parte dei casi non ha bisogno di accesso al sistema dell’Emergenza-urgenza e dovrebbe trovare altre risposte, i tempi di attesa saranno diversi”.
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Tag: Ravenna
- Data: 23 Gennaio 2024