Ravenna, sindacati in piazza per la sicurezza sul lavoro: “Basta morti, riaprire subito il tavolo”
Questa mattina oltre 200 manifestanti, riuniti da CGIL, CISL e UIL della provincia di Ravenna, hanno preso parte questa mattina a un presidio davanti alla Prefettura di Ravenna. L’iniziativa è stata indetta per sollecitare la riapertura urgente del tavolo territoriale per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, un confronto che le organizzazioni sindacali denunciano essere in stallo da mesi, nonostante la drammatica escalation di infortuni e decessi.
La mobilitazione arriva in un momento critico per Ravennate, che ha registrato tre infortuni mortali in provincia solo negli ultimi 27 giorni, raggiungendo a giugno il numero di vittime sul lavoro dell’intero 2024. Un dato che i sindacati definiscono “preoccupante” e che necessita di risposte immediate e concrete dalle istituzioni.
Roberto Baroncelli, segretario della CISL Romagna, ha espresso con fermezza la posizione dei sindacati: “È incomprensibile lo stallo che si è venuto a creare nella provincia di Ravenna, da sempre all’avanguardia sui temi della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. Nonostante mesi di confronti e protocolli già definiti nei loro contenuti, manca solo una firma e tutto è fermo.
I troppi morti e i numerosi infortuni che continuano a verificarsi ci impongono di ritrovare un rinnovato slancio. Chiediamo con urgenza di giungere a sintesi sul protocollo per la sicurezza nel porto di Ravenna e su quello che riguarda gli appalti privati, oltre a rilanciare il protocollo per gli appalti pubblici.
Inoltre, è fondamentale dare il via al percorso di formazione all’interno delle scuole superiori della provincia. Abbiamo messo a punto un progetto formativo come CGIL, CISL e UIL, ma dalla fine dello scorso anno siamo bloccati. È essenziale che si trovi la collaborazione necessaria per portare questa azione nelle scuole e formare così i lavoratori e gli imprenditori di domani, sensibilizzandoli su un tema così vitale.”
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito che non si possono più tollerare altre morti sul lavoro e che l’obiettivo di “zero infortuni” è raggiungibile solo con la piena collaborazione di tutte le istituzioni e gli attori del territorio. Il presidio si è concluso con la speranza che le richieste trovino ascolto e si traducano rapidamente in azioni concrete per tutelare la vita e la salute dei lavoratori.