Skip to main content

Via Renato Serra, 15 – 47521 Cesena (FC)
Tel. 0547644611 – Fax 0547611220
cisl.romagna@cisl.it – ust.romagna@pec.cisl.it

Romagna 2025: la sfida della CISL tra partecipazione, sicurezza e un nuovo “Patto di Responsabilità”


Romagna 2025: la sfida della CISL tra partecipazione, sicurezza e un nuovo “Patto di Responsabilità”

Il bilancio di un 2025 storico per la CISL Romagna: dalla legge sulla partecipazione agli accordi record in sanità, scuola e industria. Ora l’obiettivo è un “Patto di Responsabilità” che unisca costa ed entroterra per un nuovo modello di sviluppo.

Si chiude un 2025 che per la CISL Romagna non è stato solo un anno di transizione, ma un vero e proprio spartiacque per il modello sindacale del territorio. Sotto la guida del Segretario Generale Francesco Marinelli, l’organizzazione ha saputo trasformare le sfide di un mercato in continua evoluzione in risultati tangibili, ponendo le basi per una nuova stagione di relazioni industriali fondata sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa. Il filo conduttore di questi dodici mesi è stato senza dubbio il coraggio della partecipazione, un tema che ha trovato la sua consacrazione tanto nel dibattito politico quanto nella pratica contrattuale quotidiana. L’evento che ha tracciato la rotta dell’anno è stato il 4° Congresso territoriale svoltosi ad aprile a Riccione, dove è stata lanciata la sfida per l’attuazione della Legge n. 76/2025. Questa normativa, nata dall’iniziativa popolare della CISL, ha finalmente dato corpo al diritto dei lavoratori di partecipare alla gestione e agli utili delle imprese.

La Romagna ha risposto con una prontezza straordinaria, diventando un laboratorio nazionale di questa riforma. Il momento più emblematico è arrivato nel mese di dicembre con la firma del primo accordo territoriale di questo tipo, siglato tra la cooperativa Forlì Ambiente Soc. Coop. e la Fisascat CISL Romagna. Questo patto rappresenta un cambio di paradigma: i lavoratori non sono più solo esecutori, ma protagonisti diretti del destino e dei risultati della propria azienda. “Con questa firma abbiamo dato gambe a un’idea di lavoro dove la partecipazione è la vera chiave per rispondere alla crisi del potere d’acquisto e alle sfide della trasformazione tecnologica” commenta il Segretario Marinelli. Parallelamente all’azione negoziale, il 2025 ha visto un investimento massiccio nella formazione attraverso il ciclo di Masterclass organizzato dalla CISL Romagna, fornendo alla classe dirigente sindacale una competenza rinnovata su temi come l’intelligenza artificiale e il welfare aziendale.

Sul fronte della difesa del potere d’acquisto, l’anno ha portato nelle tasche delle famiglie romagnole risorse fondamentali. Spicca l’accordo storico raggiunto con l’AUSL Romagna, con lo stanziamento di 6,8 milioni di euro per la valorizzazione di oltre 14.000 professionisti della sanità. “Vedere i lavoratori ottenere riconoscimenti economici attesi da anni ci conferma che la strada della responsabilità condivisa è quella corretta” sottolinea Marinelli. A questo si aggiungono i risultati nel settore istruzione, dove il nuovo CCNL garantisce aumenti medi significativi e il recupero di oltre 200.000 euro per i docenti precari del territorio attraverso i ricorsi sulla “Carta Docente”. Anche nei settori dell’agroalimentare, dell’edilizia e della logistica, la CISL ha puntato con successo sulla conciliazione vita-lavoro e sul welfare aziendale. Un capitolo centrale è stato dedicato al turismo: con la settima edizione della “Staffetta della Legalità”, il sindacato ha ribadito che il settore deve evolvere puntando sulla qualità del lavoro e dell’offerta.

Nonostante i successi contrattuali, il bilancio dell’anno si scontra con la piaga inaccettabile degli infortuni, una ferita che continua a sanguinare nel nostro territorio e che i numeri recenti confermano in tutta la sua gravità. La sicurezza sul lavoro è rimasta, e rimarrà per tutto il 2026, la priorità assoluta della CISL Romagna: i dati INAIL sulle denunce di infortunio parlano chiaro, evidenziando come nei primi 10 mesi del 2025 si siano registrati ben 16.486 episodi rispetto ai 16.178 dello stesso periodo del 2024.

“Questo incremento dell’1,90% racconta di migliaia di lavoratori che ogni anno si infortunano sul lavoro o che, in casi ancora troppo frequenti, perdono tragicamente la vita. La sicurezza non può e non deve essere considerata un costo aziendale o un onere burocratico, ma un dovere civile imprescindibile e un investimento sulla vita,” dichiara con fermezza Francesco Marinelli.

Secondo il Segretario Generale, questi dati impongono un cambio di rotta immediato che coinvolga tutti gli attori in campo: “Non accetteremo mai che il lavoro diventi un rischio per l’esistenza stessa della persona. Il 2026 deve vedere un impegno straordinario delle istituzioni, ma anche e soprattutto delle imprese, non solo nel rispetto delle norme e nei controlli, ma nel rafforzamento dei percorsi tecnici e professionali. È necessario investire insieme nella cultura della prevenzione, contrastando con ogni mezzo precarietà e sfruttamento, che sono spesso l’anticamera dell’incidente. Servono scelte chiare: la protezione di chi lavora è la misura della civiltà di un territorio“.

L’anno si è concluso simbolicamente con la manifestazione nazionale a Roma del 13 dicembre, un momento di mobilitazione straordinario che ha visto la partecipazione di migliaia di lavoratori e pensionati da tutta Italia, inclusa una folta delegazione romagnola. In Piazza Santi Apostoli, la Segretaria Generale Daniela Fumarola ha lanciato un messaggio chiaro al Governo e alle imprese: “Migliorare la manovra, costruire un Patto”. La mobilitazione del 13 dicembre ha sancito che la coesione sociale e il dialogo sono gli unici strumenti per gestire le grandi transizioni energetiche e digitali, mettendo al centro la persona e una reale redistribuzione della ricchezza.

Per il 2026, l’obiettivo dichiarato è consolidare questo “Patto di Responsabilità” territoriale che renda la Romagna protagonista di scelte chiare, in piena sintonia con la linea nazionale. “Il 2026 deve essere l’anno del coraggio” incalza Marinelli.Dobbiamo rimettere al centro lo sviluppo economico giusto che non lasci indietro nessuno. Questo significa sostenere le nostre piccole e medie imprese, l’artigianato e il lavoro autonomo nelle transizioni digitale ed ecologica, garantendo però che la crescita sia equa e sostenibile”. Secondo il Segretario, la tenuta sociale del territorio passa anche per il superamento dei divari geografici: “Dobbiamo affrontare con politiche mirate le disuguaglianze tra le aree costiere e le zone interne del nostro Appennino. Senza giustizia sociale e senza un welfare di prossimità che garantisca casa, sanità e istruzione a tutti, non può esserci vero progresso. Il terzo settore e il volontariato sono alleati strategici, ma la responsabilità pubblica deve tornare a farsi sentire con forza”.

“Il 2025 ci consegna un sindacato più forte e radicato nelle comunità di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini” conclude il Segretario Generale. “Ma nel 2026 serve una visione ancora più chiara e la capacità di costruire alleanze vere tra istituzioni, parti sociali e cittadini. La Romagna ha le energie, le competenze e la storia per affrontare queste sfide. Il 2026 sarà l’anno in cui il territorio tornerà a crescere in modo solidale, garantendo un benessere sicuro per ogni singola famiglia”.



Condividi sui social!
Notizie correlate