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Sindacati uniti per il “No” alla chiusura della sala operativa del Commissariato di Polizia di Cesena


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Sindacati uniti per il “No” alla chiusura della sala operativa del Commissariato di Polizia di Cesena

I sindacati CGIL Forlì-Cesena, CISL Romagna, UIL Cesena si sono schierati al fianco del sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, per esprimere il loro fermo “no” alla chiusura della sala operativa del Commissariato di Polizia della città. Questa decisione, che vedrebbe lo spostamento delle operazioni e del coordinamento a Forlì, è vista dai sindacati come un grave indebolimento della sicurezza per i cittadini cesenati.

Le sigle sindacali hanno sottolineato come la chiusura della sala operativa comporterebbe un allungamento dei tempi di risposta in caso di emergenza, mettendo a rischio l’efficacia degli interventi di polizia. La presenza di una sala operativa locale è considerata fondamentale per la tempestività e la conoscenza approfondita del territorio, elementi cruciali per la gestione della sicurezza pubblica.

La posizione congiunta di sindacati e amministrazione comunale evidenzia una forte preoccupazione condivisa riguardo alle possibili ripercussioni negative sulla capacità di garantire un presidio di sicurezza adeguato a Cesena e nelle aree limitrofe.

L’appoggio dei sindacati
“Cgil Forlì Cesena, Cisl Romagna e Uil Cesena esprimono pieno sostegno alla ferma presa di posizione del sindaco Enzo Lattuca contro la possibile chiusura della sala operativa del commissariato di Cesena, un’ipotesi che, se confermata, rappresenterebbe un colpo pesante per il territorio, per la cittadinanza e per chi lavora nel settore pubblico. Questa scelta non è solo inaccettabile dal punto di vista organizzativo e istituzionale, ma anche sul piano sociale. La sala operativa è un presidio fondamentale di prossimità, ascolto, intervento e relazione. Allontanare lo Stato da una città capoluogo come Cesena significa indebolire la rete di servizi pubblici che rappresentano un argine fondamentale contro l’isolamento sociale, il disagio e le diseguaglianze. Come sindacati, ribadiamo che la sicurezza non si costruisce con tagli lineari né con logiche ragionieristiche. La sicurezza è un diritto delle persone e un dovere delle istituzioni, che va garantito anche attraverso il rafforzamento – e non la riduzione – della presenza pubblica sul territorio”

“Privare Cesena della propria sala operativa significherebbe anche compromettere una sinergia virtuosa, quella tra Comune e Polizia di Stato, costruita negli anni sul fronte della videosorveglianza. Un progetto che ha visto consistenti investimenti pubblici e una pianificazione condivisa per rendere la città più sicura e accessibile, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie al servizio del benessere collettivo. Non si può poi ignorare l’impatto di questa ipotesi sul personale: i lavoratori della Polizia di Stato del Commissariato di Cesena, già impegnati in condizioni logistiche e organiche difficili, verrebbero ulteriormente penalizzati, proprio mentre ci si prepara all’apertura di una nuova sede, frutto di anni di impegno istituzionale e risorse pubbliche. Per tutte queste ragioni, chiediamo con forza al ministero dell’Interno di smentire pubblicamente l’intenzione di chiudere la sala operativa e di aprire un confronto con il territorio, le istituzioni e le parti sociali. Qualora non dovessero arrivare risposte chiare e rassicuranti, come già anticipato nella lettera del sindaco, ci attiveremo con ogni mezzo democratico e civile, a partire da una raccolta firme insieme alla cittadinanza, per difendere un presidio essenziale per la nostra comunità”.



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