
SLP CISL: “Lo sciopero? Strumentale e dannoso. Noi stiamo al tavolo delle trattative”
In risposta all’annuncio dello sciopero proclamato da alcune sigle sindacali, interviene con fermezza la SLP CISL, che chiarisce le proprie posizioni e ribadisce la necessità di affrontare la fase di trasformazione in atto in Poste Italiane con senso di responsabilità e concretezza.
“In un momento come questo, dove Poste italiane sta attraversando un delicato momento di trasformazione, riteniamo sia fondamentale mantenere lucidità e responsabilità – afferma la SLP CISL in una nota – e soprattutto che ogni scelta debba essere efficace e capace di tutelare concretamente i lavoratori. Lo sciopero, pur essendo un diritto sacrosanto, deve essere uno strumento eccezionale, l’ultima ratio, e mai un atto di rottura fine a sé stesso.”
Secondo la sigla sindacale, mancano oggi le condizioni per una mobilitazione utile e produttiva:
“Riteniamo che non ci siano le condizioni per una mobilitazione utile e produttiva, ma che sia un’azione capace solo di creare disagio e di non giovare alle trattative.”
Non manca un affondo contro chi, secondo SLP CISL, osteggia le politiche attive del lavoro: “Come possono due sigle confederali demonizzare le politiche attive? Con gli accordi degli ultimi anni, Poste è l’unica azienda in Italia ad aver fatto assunzioni stabili e ripetute, raggiungendo quasi 30 mila nuovi posti di lavoro negli ultimi cinque anni.”
La SLP CISL rivendica inoltre il proprio impegno nei confronti del Premio di Risultato, della riorganizzazione del recapito e della stabilità occupazionale nei mercati privati, anche in vista dell’impatto dell’intelligenza artificiale.
“Sul Premio di Risultato siamo in procinto di avere un confronto con l’Azienda, in cui chiederemo un aumento significativo, spinti anche dalla recente approvazione della legge sulla Partecipazione, fortemente voluta dalla CISL.”
Sulla riorganizzazione del recapito:
“Era necessaria proprio per salvaguardare i posti di lavoro. Non potevamo permettere che la nuova rete corriere finisse in mano ai grandi colossi della distribuzione. È evidente che il futuro di PCL sarà sempre più legato ai pacchi.”
Infine, sulla tanto discussa privatizzazione:
“Non deve essere oggetto di demagogia. È stata scongiurata soprattutto grazie all’opera diplomatica della nostra organizzazione. Ricordatevi che nel 2016, in pieno pericolo vero di privatizzazione, la UILPost si defilò e non partecipò allo sciopero nazionale.”
La conclusione della nota è chiara e netta:
“La SLP CISL continuerà il confronto, ma ai tavoli. Lo sciopero, che appare così strumentale ad altri interessi e poco attento ai veri problemi dei lavoratori postali, finirà per soddisfare solo l’Azienda, che attraverso le eventuali decurtazioni rimpinguerà le proprie casse.”


