Unificazione Damiano-Novello, sindacati in allerta: dopo il comunicato stampa arriva la convocazione del Comune di Ravenna
È scontro tra sindacati e Amministrazione comunale sulla proposta di unificare gli istituti comprensivi San Pier Damiano e Guido Novello. A opporsi con fermezza sono CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS, che denunciano non solo i contenuti del progetto, ma anche il metodo con cui è stato portato avanti. Secondo le sigle, si tratta di un’operazione calata dall’alto, che rischia di compromettere la qualità dell’istruzione e di avere gravi conseguenze sul piano occupazionale.
Un progetto non condiviso
La protesta dei sindacati si concentra su una gestione giudicata opaca e priva di coinvolgimento. Dopo un primo incontro informale tenutosi il 18 settembre, nulla si è mosso sul fronte istituzionale. Nessuna convocazione ufficiale, nessun documento illustrativo, nessuna reale apertura al dialogo.
Il primo segnale concreto è arrivato solo il 9 ottobre, quando – dopo un comunicato stampa diffuso dalle organizzazioni sindacali nel primo pomeriggio – è giunta alle ore 16:17, la convocazione formale per un incontro fissato il giorno successivo, il 10 ottobre. Tempistiche che, secondo i sindacati, dimostrano quanto il confronto non fosse realmente previsto.
Dietro la riorganizzazione, il rischio di tagli
CISL, UIL e SNALS non usano mezzi termini: il piano di accorpamento sarebbe in realtà un ridimensionamento camuffato da riforma. Il rischio? Perdita di posti di lavoro, taglio degli organici, soppressione di ruoli fondamentali nella gestione scolastica, come collaboratori e assistenti amministrativi. A questo si aggiunge la possibilità di una concentrazione degli alunni in meno classi, con conseguente aumento del numero di studenti per aula e ricadute negative sulla didattica.
«Si parla di razionalizzazione, ma nei fatti si punta a ridurre costi e personale – denunciano i rappresentanti sindacali –. Tutto questo, però, senza alcuna analisi seria sull’impatto educativo o organizzativo».
Nessun obbligo normativo, scelta politica
Altro elemento critico sottolineato dalle sigle è l’assenza di vincoli normativi che impongano questa unificazione. Nessuna direttiva nazionale o regionale richiede l’accorpamento dei due istituti. Per i sindacati, quindi, la decisione del Comune sarebbe una scelta esclusivamente politica, orientata a ridurre la spesa pubblica e anticipare scenari di riforma non ancora definiti. «Non si può procedere per convenienza economica, ignorando la realtà vissuta da chi lavora nelle scuole – affermano i segretari Ricci, Tommasoni e Strammiello –. La denatalità esiste, ma può diventare l’occasione per migliorare l’offerta formativa, non per giustificare tagli lineari».
Il nodo del metodo: «Serve partecipazione»
Oltre al merito del progetto, è il metodo ad alimentare la tensione. I sindacati criticano duramente la gestione dell’intero percorso: mancanza di trasparenza, scarsa comunicazione e nessuna reale concertazione con le parti sociali. Un approccio definito «chiuso e autoreferenziale», che rischia di isolare le scuole invece di coinvolgerle. «Non chiediamo privilegi – ribadiscono i sindacati – ma rispetto per i lavoratori e per il ruolo che svolgono. È necessario aprire un tavolo serio e partecipato, in cui ogni voce venga ascoltata».
L’appuntamento di oggi
L’incontro ufficialmente convocato dal Comune per il 10 ottobre alle 17:00 sarà, a questo punto, un banco di prova cruciale. I sindacati vi parteciperanno, ma con fermezza: il no all’unificazione rimane, salvo ripensamenti significativi da parte dell’Amministrazione. «Siamo pronti al confronto – concludono – ma serve un cambio di passo. Non si può decidere il futuro di due scuole con un processo opaco e senza coinvolgere chi ne sarà direttamente toccato. La scuola pubblica non è un costo da contenere, ma un bene da difendere».
-
Tag: CISL SCUOLA, Ravenna
- Data: 10 Ottobre 2025