Giovani e lavoro, calano i Neet. Marinelli: “Il mercato è fragile e servono prospettive di lungo periodo”

Giovani e lavoro, calano i Neet. Francesco Marinelli: “Il mercato è fragile e servono prospettive di lungo periodo”
Il tema al centro di un’intervista da Il Resto del Carlino a Francesco Marinelli, segretario generale Cisl Romagna
Il calo dei giovani Neet rappresenta un segnale positivo, ma non può essere interpretato automaticamente come un miglioramento della qualità dell’occupazione. È questo il punto evidenziato da Francesco Marinelli, segretario generale Cisl Romagna, intervistato dal Il Resto del Carlino nell’edizione di Rimini sul tema dei giovani e del mercato del lavoro.
I Neet – giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione – sono in diminuzione anche nel territorio riminese. Secondo i dati del rapporto Bes della Provincia di Rimini, la loro incidenza è passata dal 13,1% nel 2023 al 7,4% nel 2024, una percentuale significativamente più bassa rispetto alla media regionale del 9,6% e a quella nazionale del 15,2%.
Un dato incoraggiante, dunque, ma che, secondo la Cisl Romagna, deve essere letto andando oltre il semplice numero degli occupati.
“Il Governo cita i dati relativi alla crescita dell’occupazione, ma vanno letti, perché ci sono indicatori preoccupanti. Il mercato del lavoro è fragile, debole e non offre ai giovani prospettive di lungo periodo”, sottolinea Marinelli nell’intervista al Resto del Carlino .
La diminuzione dei Neet può infatti indicare che più giovani sono entrati nel mercato del lavoro o hanno avuto accesso a un’opportunità formativa, ma non dice nulla, da sola, sulla stabilità, sulla qualità e sulla durata dell’occupazione. In un territorio fortemente caratterizzato dal turismo, il rischio è che una parte dell’incremento occupazionale sia legata a lavori stagionali o comunque caratterizzati da una forte precarietà.
“Sono ragazzi che hanno trovato un lavoro, magari precario, o un’opportunità formativa. Non credo che siano tanti quelli che hanno scelto di andare all’estero”, osserva Marinelli.
Per la Cisl Romagna, quindi, la vera sfida non è soltanto ridurre il numero dei Neet, ma costruire un mercato del lavoro capace di offrire ai giovani percorsi professionali solidi e prospettive di futuro.
Un obiettivo che passa anche dalla formazione. “Un problema è il disallineamento tra il sistema delle imprese e quello della scuola, che non garantisce una formazione adeguata, specie se parliamo delle nuove professionalità richieste, legate alla tecnologia e all’Intelligenza Artificiale”, evidenzia il segretario generale della Cisl Romagna.
Da qui la necessità di rafforzare il rapporto tra scuola, formazione e imprese e di sostenere concretamente le aziende che investono sull’occupazione giovanile. “Serve poi un sistema di incentivi fiscali per le aziende che assumono giovani”, conclude Marinelli.
Il dato sui Neet in calo è quindi un passo nella direzione giusta, ma la qualità del lavoro resta la vera misura del progresso: ai giovani non basta entrare nel mercato del lavoro, servono occupazioni dignitose, competenze adeguate e soprattutto la possibilità di costruire, attraverso il lavoro, un progetto di vita.
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Tag: Rimini
- Data: 15 Settembre 2026









