
Electrolux, i sindacati: “Non è una prospettiva industriale accettabile”. Forlì in piazza a Cerreto d’Esi
Due pullman partiti dalla provincia per la manifestazione nazionale: FIM, FIOM e UILM chiedono il ritiro del piano industriale
Si è svolta ieri a Cerreto d’Esi la manifestazione nazionale dei lavoratori Electrolux, con la partecipazione delle delegazioni di tutti e cinque gli stabilimenti italiani del gruppo. Anche la delegazione forlivese ha preso parte alla mobilitazione, arrivata a Cerreto con due pullman organizzati da Fim, Fiom e Uilm.
I numeri della vertenza a Forlì
Per lo stabilimento romagnolo il piano presentato dall’azienda conferma 297 esuberi complessivi, dei quali 214 riguardano gli operai della produzione e 83 il personale di staff. Gli operai impiegati in produzione scenderebbero dagli attuali 584 a 370 entro il 2028, mentre i volumi complessivi passerebbero da circa 1,58 milioni a 1,187 milioni di pezzi.
Per i sindacati il tema non riguarda solo il numero degli esuberi, ma la prospettiva industriale stessa del sito: la combinazione tra riduzione dell’occupazione e calo dei volumi rischia di comprometterne la tenuta e le possibilità di sviluppo futuro.
La posizione unitaria dei sindacati
Ferma la posizione congiunta di Cgil Forlì-Cesena, Cisl Romagna, Uil Forlì, Fiom Cgil Forlì-Cesena, Fim Cisl Romagna e Uilm Uil Forlì, che respingono qualsiasi frammentazione della vertenza su scala locale: “Non è una prospettiva industriale accettabile”, affermano le sigle, chiedendo il ritiro degli esuberi e l’apertura di un confronto su un nuovo piano industriale, con investimenti, nuovi prodotti, volumi e carichi di lavoro adeguati a garantire la piena continuità produttiva del sito forlivese.
A Cerreto si sono ritrovate le delegazioni di tutti e cinque gli stabilimenti italiani del gruppo – Cerreto d’Esi, Forlì, Porcia, Susegana e Solaro – a conferma che, per i sindacati, non si tratta di cinque vertenze separate ma di un’unica crisi industriale nazionale, da affrontare come tale: i cinque siti, ribadiscono le organizzazioni, si difendono insieme, ed è questa la linea con cui chiedono di evitare una riduzione progressiva delle produzioni e dell’occupazione stabilimento dopo stabilimento.
Il messaggio lanciato dalla delegazione forlivese è altrettanto netto: Forlì è pienamente dentro questa vertenza nazionale, e i sindacati assicurano di voler proseguire la mobilitazione fino a quando sarà necessario, fino a “resistere un minuto in più” della stessa Electrolux. A sintetizzare il senso della protesta, secondo le organizzazioni dei lavoratori, è stata anche una delle frasi pronunciate dall’Rsu di Cerreto d’Esi all’apertura della manifestazione, riferita alle competenze, agli impianti e al patrimonio industriale dei cinque stabilimenti italiani: un piano che, per i sindacati, non offrirebbe una prospettiva sufficiente per valorizzare queste risorse.
La richiesta al Governo
La vertenza coinvolge anche il Governo e le istituzioni: Electrolux ha chiesto interventi sui fattori di competitività, sui costi e iniziative anche a livello europeo. I sindacati ritengono che questi temi possano essere affrontati, ma chiedono che a un eventuale sostegno pubblico corrispondano precisi impegni industriali e occupazionali da parte della multinazionale. La piattaforma sindacale punta in particolare su tre richieste: nessuna chiusura dei cinque stabilimenti italiani, nessun licenziamento, mantenimento delle produzioni in Italia, accompagnati da investimenti sufficienti a garantire il futuro dei siti.







