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Emergenza caldo: Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl lanciano un appello urgente alle amministrazioni locali


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Emergenza caldo: Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl lanciano un appello urgente alle amministrazioni locali

Le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl lanciano un appello urgente alle amministrazioni locali, esprimendo profondo rammarico per l’assenza di interventi adeguati contro il caldo estremo che affligge i luoghi di lavoro presso le sedi comunali e i nidi d’infanzia. Nonostante i numerosi solleciti nel corso degli anni, le temperature elevate continuano a causare malessere e disagio, in particolare nei Comuni di San Mauro Pascoli, Gambettola e Savignano. Le condizioni insostenibili mettono a rischio la salute di dipendenti e utenti, rendendo necessario un intervento strutturale immediato per garantire un ambiente di lavoro sicuro e confortevole.

“Come Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, con grande rammarico, anche quest’anno, nonostante i numerosi solleciti fatti nel corso degli anni, constatiamo come il caldo torrido nei luoghi di lavoro degli uffici presso le sedi comunali e i nidi d’infanzia in cui sono in corso i centri estivi, abbia portato le temperature a raggiungere livelli troppo alti, continuando a causare situazioni di malessere e disagio, in modo particolare per i Comuni di San Mauro Pascoli, Gambettola e Savignano, nei quali, negli anni, non sono state adottate misure per garantire condizioni di lavoro comportanti una situazione di benessere per i dipendenti, i cittadini e per l’utenza tutta, ritrovandoci ancora al punto di partenza”.

“Il clima di questi ultimi anni è nettamente peggiorato con ondate di calore che non sono più un fenomeno eccezionale ma che si ripetono costantemente. Al fine di assicurare parametri di sicurezza e vivibilità e garantire servizi efficienti ed efficaci anche nella stagione estiva, a fronte di fenomeni climatici sempre più estremi, abbiamo sempre chiesto un piano di azioni mirate per risolvere in maniera definitiva il problema. Mentre le lavoratrici, i lavoratori e l’utenza rischiano malori e infortuni a causa delle alte temperature, sembra che le amministrazioni vogliano nascondere la testa sotto alla sabbia, non dando risposte e non prevedendo interventi strutturali atti a preservare la salute dei lavoratori e delle lavoratrici e dell’utenza, comprese le fasce fragili come ad esempio i bambini nei centri estivi, anziani e non solo. Le temperature negli uffici raggiungono picchi inaccettabili, lo stress termico rappresenta un rischio in tutti i settori, e occorrono strategie atte a mitigare i rischi del lavoro in condizioni di calore estremo, riconoscendo che tutti i dipendenti hanno diritto ad un ambiente di lavoro in cui i rischi per la loro salute siano sotto controllo”.

“Per noi sindacati, occorre prevedere un protocollo non solo azioni estemporanee spesso poco coordinate, che garantisca la tutela di tutti i dipendenti in maniera omogenea, a prescindere dalle mansioni che svolgono, come punto di partenza per rendere effettivi gli obblighi che già incombono i datori di lavoro, gli Rspp, i medici competenti con la sorveglianza sanitaria. Occorre prevedere l’attivazione in maniera il più possibile diffusa dello smart working, occorre individuare i lavoratori fragili, particolarmente a rischio a causa delle alte temperature, occorre tutelare anche gli utenti che frequentano gli uffici. Ma il punto centrale per le organizzazioni sindacali è riuscire ad ottenere dagli organi politici finalmente la messa in campo di una concreta programmazione di quell’intervento strutturale richiesto da anni sugli immobili comunali che garantisca la corretta climatizzazione degli stessi (sia in estate che in inverno)”.

“Le organizzazioni sindacali vogliono essere fiduciose di ottenere una risposta solerte e concreta da parte di tutte le amministrazioni coinvolte, con l’adozione in tempi brevissimi di tutte le misure possibili atte a migliorare le condizioni di lavoro di tutte le dipendenti e di tutti i dipendenti e dell’utenza e l’avvio repentino della procedura per l’adozione al più presto di un protocollo che preveda anche interventi strutturali, in modo da non trovarsi la prossima estate nella medesima situazione”.



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