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Crisi Lafert a Fusignano, 60 posti di lavoro a rischio: i Sindacati chiedono urgentemente un tavolo istituzionale regionale


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Crisi Lafert a Fusignano, 60 posti di lavoro a rischio: i Sindacati chiedono urgentemente un tavolo istituzionale regionale

Al termine dell’assemblea dei lavoratori della Lafert, che si è tenuta ieri mattina nello stabilimento di Fusignano, i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno proclamato lo stato di agitazione del personale e un pacchetto di 24 ore di sciopero a disposizione di assemblea e Rsu.

Le prime due ore si sciopero si sono svolte ieri, mercoledì 15 gennaio, dalle 10 alle 12. A breve verranno decise le altre iniziative di sciopero in programma nei prossimi giorni.

L’assemblea dei lavoratori, unitamente alle Rsu e alle organizzazioni sindacali territoriali, ha preso atto con disappunto della volontà aziendale di chiudere lo stabilimento di Fusignano nonostante gli impegni dichiarati anche recentemente per un rilancio della produzione nel sito. Ci sono in ballo i destini di 60 famiglie del territorio.

Dall’assemblea dei lavoratori e dai sindacati si preannuncia la richiesta urgente di un tavolo istituzionale regionale al fine di affrontare la situazione attuale, con lo scopo di salvaguardare il sito produttivo e le posizioni lavorative.

“In questa fase – aggiunge Davide Tagliaferri, della Fim Cisl Romagna non ci aspettiamo grosse aperture da parte dell’azienda. Quello che sta accadendo a Fusignano è una riproposizione di quanto accade a livello nazionale con delle multinazionali, in questo caso la giapponese Suimitomo, che decidono, sulla base del profitto, che si deve chiudere una fabbrica senza tener conto dei lavoratori. Ci sono altre realtà che stanno affrontando cali anche del 30% di ordinativi utilizzando gli ammortizzatori sociali, ma salvando i posti di lavoro. Riteniamo che anche qui si possa procedere con questa modalità, senza paventare chiusure. Adesso cercheremo di farci aiutare anche dalle istituzioni”.



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