Domani nuovo sciopero alla Lafert, i sindacati: “No ai licenziamenti di 60 persone, manifesteremo anche a Bologna”
Per Davide Tagliaferri (Fim Cisl): “Gli ordini consentono di sostenere a livello produttivo e finanziario lo stabilimento di Fusignano”
Stop ai licenziamenti e alla chiusura dello stabilimento di Fusignano. Questo è l’obiettivo dei sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, che si oppongono alla decisione dell’azienda Lafert, parte del gruppo giapponese Sumitomo Heavy Industries, di chiudere lo stabilimento a partire dal 31 marzo. I sindacati hanno espresso il loro dissenso durante la giornata di sciopero odierna, con un presidio davanti alla fabbrica di Fusignano.
Nel corso dell’assemblea e del presidio, sono state annunciate ulteriori ore di sciopero per contrastare la decisione dell’azienda di procedere con il licenziamento collettivo dei lavoratori. Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, insieme alle Rsu e all’assemblea del personale, hanno proclamato altre otto ore di sciopero per giovedì, confermando lo stato di agitazione del personale. Giovedì, infatti, è previsto un incontro con l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, a Bologna, dove si terrà anche un presidio dei lavoratori davanti alla sede dell’assessorato regionale.
Davide Tagliaferri della Fim Cisl ha spiegato a Ravenna Today: “Ieri abbiamo fatto un’ora di assemblea, dalle 10 alle 11, con i lavoratori di Lafert per aggiornarli sul punto della situazione, seguita da cinque ore di sciopero e un paio d’ore di presidio sul cancello dell’azienda. L’intenzione è quella di portare con noi anche la delegazione più numerosa possibile di lavoratori sotto il palazzo della Regione, in modo da sostenere la vertenza dei lavoratori di Fusignano. Ovviamente la prima cosa che chiederemo anche al tavolo regionale è quello di rimuovere i licenziamenti dalla discussione e iniziare un percorso che ci porti a evitare la chiusura del sito di Fusignano, con le 60 persone purtroppo coinvolte in questa spiacevole vicenda”.
“Il nostro parere, e quello dei lavoratori, è che non ci siano le condizioni economiche che invece l’azienda asserisce di avere per chiudere il sito di Fusignano. Riteniamo che ci siano comunque quantità di ordini e volumi di produzione di motori elettrici che consentono di sostenere a livello produttivo e finanziario lo stabilimento di Fusignano”. Tagliaferri considera la chiusura un “errore proprio anche dal punto di vista produttivo ed economico per il gruppo Lafert”.
Sul fronte delle istituzioni locali, i sindacati hanno ottenuto “il pieno sostegno del sindaco di Fusignano, che si è messo a disposizione anche per dare un giusto coinvolgimento della cittadinanza di Fusignano – conclude Tagliaferri – Per un comune di queste dimensioni, un numero così importante di persone coinvolte in questa vicenda dei licenziamenti è un fattore molto pesante anche per il tessuto sociale di Fusignano”.