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Electrolux: confermati gli investimenti


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13 marzo 2024

Electrolux ha confermato i suoi investimenti, anche se sta affrontando una contrazione del mercato degli elettrodomestici in Europa dopo un piccolo boom del 2021 che lo aveva portato a 98 milioni di unità, è entrato in una fase di pesante contrazione raggiungendo 80 milioni di unità nel 2023, livello che dovrebbe confermarsi anche nel 2024. Electrolux, di conseguenza, ha perso volumi e redditività, con un Ebit passato dallo 8,1% del 2021 al 2,4% del 2023. La strategia dell’azienda si concentra sulla qualità del prodotto, sulla riduzione delle emissioni di CO2 e sui tagli dei costi, che includono un piano di 3.000 esuberi.

Gli investimenti per gli stabilimenti includono Porcia, Susegana, Solaro, Forlì e Cerreto d’Esi, con una riduzione dei volumi di produzione in alcuni casi e una previsione di stabilizzazione o crescita in altri.

A Forlì gli investimenti 2023 e 2024 sono pari rispettivamente a 5 milioni e a 8 milioni di euro; i volumi hanno subito un calo particolarmente importante dai quasi 2 milioni del 2021 ai 1,2 milioni del 2023 con una previsione stabile per il 2024.

Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, hanno chiesto al governo di continuare a seguire la vicenda di Electrolux, affinché le future scelte societarie e industriali siano oggetto di attenzione non solo sindacale ma anche istituzionale. La vertenza Electrolux deve anzi servire a fornire elementi e risconti concreti alle politiche di settore. Piuttosto che incentivi al consumo a pioggia, servono difatti incentivi mirati per le imprese che investono e producono in Italia, riportando in Italia quanto è stato delocalizzato; gli stessi incentivi al consumo dovrebbero essere riservati alle apparecchiature prodotte dalle imprese che hanno un bilancio di responsabilità sociale positivo. Serve sgravare di ostacoli e di oneri quelle imprese che fanno ricorso ad ammortizzatori sociali conservativi per superare la crisi, ma al contempo penalizzare davvero quelle imprese che scelgono di licenziare e di chiudere.

Ad Electrolux, Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, hanno chiesto di riportare volumi in Italia, nonché un utilizzo più saggio della cassa integrazione ordinaria, evitando utilizzi della CIGO ad ore anziché a giornata. Più in generale chiediamo confronti trasparenti in azienda sugli sviluppi dei piani industriali e sulle riorganizzazioni in atto.

Il giorno 21 marzo è previsto un incontro con la Direzione di Electrolux sulla procedura di licenzianti aperta.



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