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Sciopero nazionale contro il licenziamento di due addetti ai servizi di giardinaggio deciso dalla Commonwealth War Graves Commission


18 giugno 2024

Sciopero nazionale contro il licenziamento di due addetti ai servizi di giardinaggio deciso dalla Commonwealth War Graves Commission

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «Dietrofront sugli esuberi altrimenti avanti con la mobilitazione e le azioni legali contro la decisione illegittima»

In Romagna hanno aderito il 100% dei lavoratori dei 10 cimiteri di guerra esistenti sul territorio romagnolo.

Grande adesione allo sciopero proclamato su tutto il territorio nazionale dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs contro la decisione dell’ente inglese Commonwealth War Graves Commission di licenziare 2 dipendenti addetti ai servizi di giardinaggio presso il cimitero di guerra di Assisi.

Oltre il 90% dei lavoratori dipendenti, circa 60 operai in tutta Italia, ha aderito alla mobilitazione; una piccola delegazione ha anche manifestato davanti al cimitero di guerra di Assisi.

La Cwgc è un ente britannico nato dopo la fine della prima guerra mondiale per garantire in tutto il mondo la manutenzione dei cimiteri di guerra e ha alla base i principi etici quali rispetto, impegno, ambizione e trasparenza.

In Romagna hanno aderito il 100% dei lavoratori dei 10 cimiteri di guerra esistenti sul territorio romagnolo che fa parte della Commonwealth War Graves Commission 3 in provincia di Rimini (Coriano, Rimini, Riccione), 4 in provincia di Forlì-Cesena (Cesena, Forlì, Meldola) e 3 a Ravenna (Bagnacavallo, Faenza, Ravenna).

Le organizzazioni sindacali stigmatizzano i licenziamenti motivati dalla decisione di voler appaltare la gestione del servizio. «Al di là del merito della questione, per la quale ricordiamo è illegittimo l’appalto dell’attività principale – dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucsil tutto è avvenuto incredibilmente dopo aver sottoscritto il rinnovo del Contratto nazionale a fine ottobre dello scorso anno». «Il nostro auspicio – concludono le tre sigle – è che la grande adesione solidaristica dei lavoratori possa far cambiare idea alla Commissione e porti al ripristino del rapporto di lavoro dei due dipendenti licenziati, che hanno alle spalle due famiglie con 6 figli minori. Se ciò non dovesse accadere avvieremo azioni legali e proseguirà lo stato di agitazione con altre iniziative di protesta e ogni iniziativa volta ad ottenere il rispetto della dignità dei lavoratori».



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