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Stato di agitazione per i lavoratori delle caffetterie nel centro commerciale Romagna Shopping Center di Savignano sul Rubicone


Stato di agitazione per i lavoratori delle caffetterie nel centro commerciale Romagna Shopping Center di Savignano sul Rubicone: “Non equa distribuzione dei turni di lavoro”

Filcams Cgil Forlì-Cesena, Fisascat Cis Romagna e Uiltucs Uil Cesena rendono nota la situazione dei lavoratori operanti nel centro commerciale Romagna Shopping Center di Savignano sul Rubicone in Piazza Cristoforo Colombo nelle due caffetterie ‘Portello Caffè’. Viene annunciata la proclamazione dello stato di agitazione dei dipendenti con blocco dello straordinario e del lavoro supplementare e del lavoro festivo, a fronte di una perdurante assenza di risposte alle richieste anzitempo già affrontate in diversi incontri”.

“I lavoratori lamentano una non equa rotazione e distribuzione dei turni di lavoro, – affermano le sigle sindacali – chi ha sottoscritto un contratto part-time si ritrova in alcune giornate a dover svolgere fino a nove ore di lavoro; una mancanza di programmazione delle giornate festive lavorative, ma al contrario sono stabiliti dai responsabili dell’azienda senza alcuna condivisione, come previsto da Ccnl applicato; una mancanza di una programmazione del giorno di riposo settimanale, in quanto, allo stato attuale varia continuamente e ciò non permette una pianificazione minima della propria vita personale e familiare”.

“Le richieste presentate tendono ad una migliore conciliazione fra i tempi di vita ed i tempi di lavoro al fine di rendere meno gravosa la prestazione lavorativa che al momento genera situazioni di forte stress. Occorre tenere conto che si tratta di posti di lavoro ricoperti per lo più da donne con carichi familiari. Già nel mese di Novembre 2024 era stato proclamato lo stato di agitazione, poi ritirato per senso di responsabilità dei lavoratori, in seguito ad un impegno formale da parte dell’azienda di risolvere le criticità segnalate che non è stato certamente ripagato, dal momento in cui, a distanza di 6 mesi, la situazione non è certamente migliorata”.



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