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Turismo in Romagna: buoni risultati ma non al massimo


Turismo in Romagna: buoni risultati ma non al massimo

Stagione in crescita rispetto al 2023, ma il lavoro sommerso e la gestione del territorio restano sfide aperte

La stagione turistica 2024 in Romagna si è chiusa con risultati positivi, seppur non all’altezza delle aspettative più ottimistiche. Se da un lato i dati relativi ai flussi turistici e agli incassi mostrano un ritorno a livelli pre-pandemia, dall’altro emergono anche diverse difficoltà che continuano a influire sul settore.

Gianluca Bagnolini, segretario generale della Fisascat Cisl Romagna, ha analizzato la stagione estiva in un’intervista a Fatti e Opinioni, evidenziando che, sebbene i dati siano globalmente positivi, con un incremento rispetto al 2023 e, in alcuni casi, addirittura superiori a quelli del 2019, non si può parlare di una “ripresa completa”.

“Se guardiamo ai numeri, possiamo dire che il turismo nelle tre province romagnole, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, ha fatto registrare segni di crescita. In generale, siamo tornati ai livelli pre-Covid, ma c’è ancora una parte del settore che non è riuscita a recuperare completamente”, ha spiegato Bagnolini. A fronte di un buon flusso turistico, infatti, alcuni operatori e destinazioni non sono riusciti a cogliere appieno le opportunità offerte dalla ripresa. “I picchi stagionali sono stati registrati principalmente nelle zone costiere, mentre altre aree più interne, nonostante un’offerta diversificata, faticano ancora a decollare.”

Il lavoro sommerso resta un problema

Un tema ricorrente nelle dichiarazioni di Bagnolini riguarda il lavoro sommerso, che continua a rappresentare una delle principali criticità per il settore turistico romagnolo. “Il lavoro stagionale è molto diffuso, soprattutto lungo la costa, ma purtroppo spesso non viene regolarizzato. Questo porta a un lavoro precario e a contratti che non rispettano le normative salariali e previdenziali,” ha sottolineato il segretario della Fisascat Cisl.

“Le forme di lavoro sommerso e i contratti ‘pirata’ rappresentano una piaga che affligge il settore da anni. Nonostante gli sforzi di contrasto messi in atto, attraverso l’adesione a modelli organizzativi più rispettosi delle regole e la promozione di iniziative di sensibilizzazione, il fenomeno rimane una problematica difficile da estirpare,” ha aggiunto Bagnolini, ribadendo l’importanza di continuare a lavorare su questo fronte.

La Staffetta della Legalità: un impegno per il turismo di qualità

Per fare fronte a queste problematiche, la Fisascat Cisl Romagna ha lanciato iniziative concrete, come la Staffetta della Legalità, giunta quest’anno alla sua sesta edizione. L’evento, che ha avuto luogo a Cervia al Teatro Walter Chiari, ha visto il coinvolgimento degli operatori del settore turistico per promuovere un modello di turismo responsabile, che integri tutti i comparti, da quello culturale a quello sportivo, passando per l’enogastronomia e il turismo religioso.

“Il nostro obiettivo è creare una sinergia tra tutti i settori del turismo, dall’entroterra alla costa, per offrire una proposta turistica che possa sostenere il territorio durante tutto l’anno, e non solo nei picchi stagionali,” ha dichiarato Bagnolini, aggiungendo: “Con una strategia di questo tipo, potremmo garantire una stagione alta tutto l’anno e non solo nei mesi estivi, favorendo una crescita continua del settore.”

Riflessioni sul futuro

Nonostante i segnali di ripresa, Bagnolini ha espresso qualche preoccupazione per le sfide future. “La Romagna è un modello turistico di successo, ma ha bisogno di una manutenzione costante. È necessario che le istituzioni locali e regionali si impegnino a sviluppare politiche che rispondano alle nuove esigenze di un settore che, pur rimanendo centrale per l’economia, ha bisogno di evolversi,” ha aggiunto.

In effetti, le amministrazioni locali sono già al lavoro per adattare l’offerta turistica alle sfide del futuro. La digitalizzazione, la sostenibilità ambientale e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico dell’entroterra sono alcuni dei temi sui quali si concentrano i dibattiti tra gli operatori del settore e le istituzioni.

“Con il giusto approccio, la Romagna potrà continuare a mantenere la sua centralità nel panorama turistico italiano, migliorando la qualità dell’offerta e creando nuove opportunità per il lavoro e l’economia,” ha concluso Bagnolini.



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