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CCNL Metalmeccanici: è rottura delle trattative


CCNL Metalmeccanici: è rottura delle trattative

È ufficialmente rottura nelle trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) dei Metalmeccanici. Ieri, durante un incontro a Roma tra le organizzazioni sindacali FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM e le associazioni datoriali Federmeccanica e Assistal, è emersa una netta divergenza sulle principali richieste riguardanti il salario e le norme contrattuali. Il risultato è stato un’ulteriore spinta verso il conflitto, con l’annuncio di uno sciopero di 8 ore su base territoriale, da attuarsi entro il 15 gennaio 2025.

Un salario inadeguato

Il tema del salario è stato al centro della discussione. Durante l’incontro, il direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi, ha ribadito la proposta avanzata lo scorso 10 ottobre, che prevede un aumento salariale di soli 173 euro in quattro anni, rispetto alla richiesta dei sindacati di un incremento di 280 euro in tre anni. La proposta dell’associazione datoriale, secondo il segretario generale della FIM-CISL Ferdinando Uliano, non solo è insufficiente, ma rischia di peggiorare significativamente le condizioni economiche dei lavoratori metalmeccanici rispetto al contratto scaduto nel 2021. “Se oggi volessimo firmare l’accordo, peggioreremmo in maniera sostanziale le condizioni salariali dei lavoratori. Gli aumenti proposti sono nettamente inferiori alle necessità, e in più, il recupero dall’inflazione arriverebbe con un grave ritardo di 18 mesi, mentre l’inflazione colpisce subito i lavoratori”, ha dichiarato Uliano, sottolineando la difficoltà di accettare una proposta che penalizzerebbe ulteriormente i dipendenti del settore.

Sostenibilità sociale solo di facciata

Anche il tema della sostenibilità sociale è stato oggetto di discussione. La proposta di Federmeccanica di un “contratto ESG” (ambientale, sociale e di governance) è stata definita da Uliano come “solo di facciata”, priva di contenuti concreti per tutelare i lavoratori. Non ci sono stati passi avanti, secondo il sindacalista, in materia di diritti, tutele e misure per affrontare le riorganizzazioni aziendali, né sulle questioni legate alla parità di genere, alla riduzione dell’orario di lavoro, allo smart working, alla stabilizzazione dei contratti precari o alla formazione professionale. In particolare, Uliano ha criticato l’assenza di piani sociali per difendere l’occupazione, che in molte aziende è minacciata da licenziamenti “tramite email o WhatsApp”, senza alcun coinvolgimento della contrattazione aziendale. “La proposta di Federmeccanica non risponde alle esigenze reali dei lavoratori. Manca una visione di sostanza per il miglioramento delle condizioni lavorative, e non c’è alcuna volontà di affrontare seriamente i temi della sostenibilità sociale, che vanno oltre il semplice slogan”, ha spiegato Uliano.

La rottura del negoziato e lo sciopero

Dopo l’ennesima mancanza di risposte concrete, i sindacati hanno dichiarato la rottura del negoziato. Uliano ha accusato le associazioni datoriali di aver utilizzato la piattaforma sindacale per rispondere con proposte che distorcono i temi discussi, creando confusione e ampliando ulteriormente le distanze. “Federmeccanica e Assistal hanno deciso di non rispondere alle nostre richieste e hanno fatto finta di trattare senza affrontare davvero i problemi”, ha aggiunto.

In risposta a questa situazione, FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM hanno deciso di proclamare uno sciopero di 8 ore, che sarà articolato su base territoriale, con l’obiettivo di spingere le controparti a rivedere le proprie posizioni. Lo sciopero si terrà entro il 15 gennaio 2025, e nei prossimi giorni sono previste assemblee unitarie in tutti i luoghi di lavoro per discutere le prossime mosse e mobilitare i lavoratori.

Un futuro di lotta per i diritti dei lavoratori

Il contrasto tra le posizioni sindacali e quelle datoriali sembra quindi destinato a proseguire, con il rischio di un inasprimento delle tensioni. La FIM-CISL, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha ribadito che non arretrerà di un passo nella difesa dei diritti dei lavoratori, con particolare attenzione a salario, tutele e condizioni di lavoro. La lotta per un rinnovo contrattuale che rispetti le esigenze concrete dei lavoratori del settore metalmeccanico, al momento, non sembra essere lontana da una fase di scontro diretto. “Questa non è una decisione facile, ma è l’unica risposta possibile di fronte al muro eretto dalle controparti datoriali”, ha concluso Uliano. “Il nostro obiettivo è chiaro: garantire condizioni dignitose per tutti i lavoratori metalmeccanici, e non ci fermeremo fino a quando non otterremo risposte concrete.”



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