Riccardo Zoli (FIM CISL Romagna) a Fatti e Opinioni: “Le aziende hanno le risorse per soddisfare le richieste sindacali”
Riccardo Zoli, segretario generale della FIM CISL Romagna, è stato ospite della trasmissione “Fatti e Opinioni” su Videoregione, dove ha discusso delle difficoltà del settore metalmeccanico, dei rinnovi contrattuali e della grave crisi che sta colpendo l’azienda Lafert di Fusignano.
Nel corso dell’intervista, Zoli ha parlato della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale metalmeccanico, che ha portato alla proclamazione di uno sciopero nazionale. “Il 10 novembre Federmeccanica ha respinto le nostre proposte, presentando una proposta peggiorativa rispetto al contratto del 2021”, ha spiegato Zoli. “Questo ci ha spinto a proclamare otto ore di sciopero, con manifestazioni in tutta Italia, perché la proposta di Federmeccanica è inaccettabile”. Zoli ha anche sottolineato che il 98% dei lavoratori ha approvato la piattaforma sindacale presentata, chiedendo a Federmeccanica di “prendere atto di questo segnale e aprire una discussione seria sulle nostre proposte”.
Zoli ha ribadito che le aziende del settore hanno le risorse necessarie per rispondere alle richieste sindacali. “Le aziende hanno guadagnato molto anche durante la pandemia e hanno i mezzi per soddisfare le richieste salariali e normative che stiamo avanzando”, ha dichiarato. “La nostra proposta salariale di 28 euro e il mantenimento dell’indice IPCA per il recupero del potere d’acquisto sono misure essenziali per migliorare le condizioni dei lavoratori metalmeccanici”.
Oltre alla questione salariale, Zoli ha discusso della proposta sindacale di ridurre l’orario di lavoro, una misura che, secondo lui, potrebbe migliorare la qualità della vita dei lavoratori. “Lavorare meno, ma meglio, è un punto fondamentale della nostra piattaforma. La qualità della vita è essenziale e va garantita”, ha spiegato Zoli, aggiungendo che “se non rispondiamo a queste esigenze, rischiamo di restare indietro rispetto agli altri Paesi europei”.
Uno dei temi più urgenti trattati da Zoli è la crisi dell’azienda Lafert a Fusignano, che ha annunciato la chiusura di uno stabilimento e il rischio di licenziamenti per 60 lavoratori. “La comunicazione dell’azienda è stata improvvisa e inaspettata, ci ha trovato completamente impreparati”, ha dichiarato Zoli. “La chiusura dello stabilimento e i licenziamenti di 60 famiglie sarebbero un colpo durissimo per un territorio già fragile come quello di Fusignano”.
Per questo motivo, il sindacato ha chiesto un incontro urgente con la Regione. “Stiamo lavorando per scongiurare questa procedura di licenziamento collettivo e la chiusura dello stabilimento, perché 60 famiglie rischiano di trovarsi senza lavoro. È fondamentale che le istituzioni facciano la loro parte e che ci sia un impegno concreto per proteggere questi posti di lavoro”, ha concluso Zoli.
L’intervista si è chiusa con Zoli che ha ribadito l’importanza di proseguire il dialogo per migliorare le condizioni dei lavoratori del settore metalmeccanico, evitando che l’Italia perda competitività a livello internazionale. “Se non affrontiamo questi temi con serietà, rischiamo di trovarci in difficoltà anche sul piano della competitività”, ha concluso.