
Calzaturiero, un 2024 amaro: sostenere le famiglie e il settore in difficoltà
La situazione economica del settore calzaturiero italiano si fa sempre più critica. A confermarlo è il report del centro studi di Confindustria per Assocalzaturifici, che evidenzia un calo significativo in tutti gli indicatori principali, con una diminuzione dell’export del 9,2% in valore, un fatturato in discesa e una produzione che rallenta drasticamente (-18,9%). Tra i territori più colpiti, spicca il distretto di San Mauro Pascoli, dove la crisi sta facendo sentire i suoi effetti devastanti, tanto sulle piccole quanto sulle grandi aziende.
A San Mauro Pascoli, molte famiglie sono ormai in cassa integrazione e la preoccupazione per il futuro è crescente. “Ci sono famiglie intere in cassa integrazione, e la situazione è drammatica. Le difficoltà economiche non risparmiano nessuna realtà del distretto: due storiche aziende hanno già chiuso i battenti lo scorso anno, e le altre, ad eccezione di due acquisizioni da parte di colossi internazionali, stanno ricorrendo alla cassa integrazione”, ha dichiarato Manuela Alfinito, referente del comparto Femca Cisl Romagna, intervistata da Maddalena De Franchis per Il Resto del Carlino.
In questo contesto di incertezze, i sindacati chiedono un ulteriore intervento delle istituzioni per garantire il sostegno alle aziende e alle famiglie. “Chiederemo l’estensione degli ammortizzatori sociali, per ‘traghettare’ le aziende anche attraverso il primo semestre del 2025”, ha proseguito Alfinito. “Il nostro obiettivo è dare respiro alle imprese, salvaguardare i posti di lavoro e tutelare le competenze uniche che caratterizzano il nostro distretto. Il settore calzaturiero italiano ha una tradizione di alta qualità e innovazione, e dobbiamo fare tutto il possibile per proteggerlo”.
In un mercato che sta cambiando rapidamente, la crisi globale, le tensioni geopolitiche e la flessione dei consumi nel lusso stanno colpendo soprattutto il segmento della calzatura elegante, in particolare quella con tomaia in cuoio. Tuttavia, Manuela Alfinito evidenzia anche l’importanza di adattarsi ai nuovi gusti dei consumatori, con particolare attenzione alle giovani generazioni e alla necessità di innovare. “Per mantenere vive le aziende, dobbiamo saper cogliere il cambiamento, essere presenti sui nuovi canali di comunicazione e investire nella formazione dei giovani talenti”, ha concluso la sindacalista.









