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Settore calzaturiero in crisi: crolla il fatturato, -8,4% nel primo trimestre 2025


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Settore calzaturiero in crisi: crolla il fatturato, -8,4% nel primo trimestre 2025

Nel distretto di San Mauro Pascoli soffrono artigiani e grandi marchi. Alfinito (Femca Cisl): “Servono soluzioni durature, non palliativi”

Il distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli continua a vivere un momento critico. Secondo i dati elaborati dal Centro studi Confindustria Moda per Assocalzaturifici, il primo trimestre del 2025 ha registrato una flessione del fatturato dell’8,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Una crisi che colpisce duramente artigiani e piccole imprese, ma che non risparmia nemmeno marchi di spicco come Baldinini e Sergio Rossi, attualmente ricorsi alla cassa integrazione straordinaria.

Nonostante un leggero recupero dell’export a livello nazionale, i dati del distretto sammaurese mostrano un quadro ancora fosco. L’Estremo Oriente arretra del 22,6% in quantità e del 25,3% in valore, mentre tra i mercati europei spicca il recupero della Germania (+15,5% in valore). Tengono Emirati Arabi e Turchia, in calo Russia (-8,5%) e Ucraina (-4,2%). Gli Stati Uniti mantengono il valore (+2,2%) ma registrano un calo nei volumi (-10,6%), penalizzati dalle politiche commerciali e dalla svalutazione del dollaro.

Sul fronte interno, la domanda è frenata dall’aumento dei costi energetici e dall’incertezza geopolitica. Gli unici segnali positivi arrivano dal segmento delle scarpe sportive e sneakers (+1%), mentre calano le calzature da uomo (-4,8%) e da donna/bambino (-3% in quantità).

A interrogarsi sul futuro del settore è Manuela Alfinito, Segretaria Femca Cisl Romagna nell’intervista rilasciata a Maddalena De Franchis del Resto Del Carlino Cesena:
«La maggior parte delle aziende ha prorogato la cassa integrazione e andrà avanti fino alla scadenza prevista dalla normativa. Tra queste, ci sono quasi tutte le imprese artigianali e le piccole aziende con meno di 15 dipendenti. Ma soffrono anche i nomi di spicco, come Baldinini e Sergio Rossi, che attualmente usufruiscono della cassa integrazione straordinaria», afferma.

A fare eccezione nel panorama in crisi sono Greymar e Gianvito Rossi, due maison rilevate da gruppi internazionali — rispettivamente Chanel e Richemont — che non solo hanno resistito alla crisi, ma hanno anche assunto nuovo personale.

«Sono competenze preziose che rischiano di essere disperse per sempre – conclude Alfinito –. Lo ribadiamo di continuo nei tanti tavoli di lavoro aperti in questi anni, ma le istituzioni, per ora, non ci hanno ascoltati. È urgente pensare a un nuovo piano industriale, trovare una soluzione duratura, non dei palliativi. Questo era il ‘distretto della felicità’, qui c’era una visione, un progetto lungimirante per il territorio. Ora sembra tutto in sospeso: non riusciamo a pensare al futuro».



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